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#Intervista: Covid colpa dei pipistrelli? “Nessuna certezza”

Il coronavirus è "colpa" dei pipistrelli? Ne abbiamo parlato con Tutela Pipistrelli scoprendo che i chirotteri non sono pericolosi per l'uomo

Coronavirus causato dai chirotteri? “Non sono pericolosi per l’uomo”

Se ne sono sentite di tutti i colori sulla trasmissione del Coronavirus Covid-19 alla nostra specie. Una delle storie più diffuse è che sia stato un pipistrello in un “wet market” di Wuhan la causa scatenante della pandemia mondiale.

Può essere andata davvero così? Ne ho parlato con Alessandra Tomassini, laureata in Scienze Naturali, dottorata in Biologia Animale, speleologa, insegnante e fondatrice di Tutela Pipistrelli, associazione onlus che dal 2012 si occupa, tra le altre cose, di divulgare informazioni scientifiche sulla conservazione delle specie di pipistrelli e di fornire informazioni corrette sull’ordine dei chirotteri.

alessandra-tomassini-tutela-pipistrelli
Alessandra Tomassini

Alessandra, l’avrai sentito dire spesso ultimamente, ma: la pandemia mondiale è “colpa” dei pipistrelli?
È vero, ultimamente i nostri amici pipistrelli sono accusati di aver veicolato il virus Sars-Covid-19 ma in realtà non si hanno certezze al riguardo.

Mi racconti, secondo te, cosa può esserci all’origine di tutto? Si parla di un “wet market” a Wuhan dove gli animali vengono venduti vivi per mancanza di corrente elettrica e frigoriferi e che, durante la macellazione, la trasmissione sia avvenuta attraverso il sangue.
Sicuramente mercati di questo tipo sono, a livello sanitario, a rischio di sviluppo di patologie vecchie e nuove: ammassare tanti animali vivi significa che gli agenti patogeni di un singolo individuo possono passare a tutti quelli con cui è in contatto.

Se anche l’uomo (che mi piace ricordare essere un animale, un mammifero, e come tale risponde alle leggi della natura) è a stretto contatto con questi animali e i loro liquidi fisiologici, è facile che qualche virus possa adattarsi a vivere anche in una nuova specie, cioè noi: Homo sapiens.

Quanto possono essere pericolosi i pipistrelli per l’uomo, oggi? Se ad esempio il mio vicino di casa ne ha uno, devo denunciarlo, vivere nel terrore…? 
No, i pipistrelli non sono pericolosi. Se qui in Italia si trova un animale in difficoltà si possono chiamare i centri recupero di riferimento e seguire le loro indicazioni.

O possono contattare Tutela Pipistrelli via mail o direttamente sulla pagina Facebook e valuteremo insieme le azioni da fare. Ogni ritrovamento deve essere valutato come unico (le modalità di intervento cambiano dipendendo anche dalla motivazione del ritrovamento: una debilitazione va affrontata diversamente da una frattura, ad esempio).

Questo nuovo virus che sta colpendo la nostra specie non lo possiamo prendere direttamente dai pipistrelli e le indicazioni internazionali di tutela sono rivolte a una protezione verso i pipistrelli e non da loro.

I ricercatori potrebbero essere pericolosi per le popolazioni che vivono in natura e quindi tra noi tecnici c’è maggiore cautela proprio per tutelare le colonie e le popolazioni che studiamo.

In America sono preoccupatissimi perché molte popolazioni di chirotteri hanno avuto un drastico calo per colpa di una malattia portata da noi europei, la White Nose Syndrome, che ha comportato un esborso di denaro molto elevato per sopperire al lavoro che viene svolto dai pipistrelli: mangiare tanti insetti nocivi per l’agricoltura.

Ora, in America temono che qualcuno possa veicolare il Sars-Covid-19 ai pipistrelli e vogliono evitare il rischio di infettarli. Rischio che, è bene ricordare, non è provato ma è solo cautelativo.

Devo però aggiungere che quando scriviamo “pipistrelli” stiamo intendendo circa 1400 specie diverse.

Tra queste ci sono quelle che si nutrono di frutta, altre di insetti, altre di scorpioni, altre di anfibi, di altri pipistrelli, di pesci. Insomma parliamo di una varietà molto ampia di specie e quindi anche di caratteristiche peculiari.

Ad esempio i pipistrelli non sono pericolosi, ma se entro in una grotta che ne contiene milioni che defecano all’interno, devo attrezzarmi per non rischiare di prendere qualche agente patogeno che potrebbe essere presente nell’aereosol dell’ambiente umido della grotta e quindi entrare in un posto del genere è pericoloso e va fatto con le opportune cautele e gli opportuni dispositivi sanitari di protezione individuale.

Mentre se parliamo del guano che si accumula anche in modo abbondante sotto una colonia che si trova, ad esempio, dietro le grondaie, può essere raccolto e utilizzato come fertilizzante, perché il fatto di stare all’aperto non permette ai microorganismi di prolificare.

Cosa che invece accade in grotta dove umidità e ristagno di aria sono maggiori.

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I cambiamenti climatici pare siano alla base del mutamento comportamentale degli animali. Il “salto” può essere stato causato anche da questo? 
I cambiamenti climatici, l’uso che facciamo del suolo distruggendo boschi e aree naturali e gli allevamenti intensivi sono un vero immenso problema (visto che in realtà tutto questo si fa per il guadagno che non tiene da conto la salute).

Ridurre le aree naturali comporta un ammassamento di animali che, costretti in ambienti più limitati, si incontrano più frequentemente potendo scambiare così vari agenti patogeni.

Se poi gli animali sono stressati è normale che i virus, scatolette di proteine con all’interno del genoma, mutino e trovino la possibilità di contagiare nuovi ospiti per moltiplicarsi.

Hanno “vita facile” soprattutto quei virus che mutano facilmente. E quelli influenzali sono tra questi, come i virus del ceppo corona.

Il famoso pangolino che ruolo ha, in tutto questo?
Sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, che sia stato proprio un pangolino ad essere stato l’ospite intermedio da cui si è poi evoluto il Sars-Covid-19 che si è insediato nella nostra specie.

Per come si possono essere incontrati pangolino e la specie di pipistrello sarebbe molto interessante capirlo. Secondo me c’è molto da dover comprendere. Dobbiamo aspettare i tempi della scienza, che non sono brevi perché devono essere in linea con il rigore scientifico.

Sei mai stata morsa da un chirottero? 
Un po’ come chiedere a un comportamentalista canino se è mai stato morso da un cane…. In 20 anni che mi occupo di pipistrelli, certo che sono stata morsa. Devo aggiungere che i pipistrelli non sono aggressivi e solitamente quando si trovano a terra questi sono molto miti nel comportamento e aprono la bocca cercando di spaventare noi, predatori per loro, ma non mordono, è un evento veramente raro.

Invece, giustamente, quando si fanno catture con le mist nets (particolari reti di nylon usate da ornitologi e biologi per catturare uccelli e pipistrelli, ndr) in natura si prendono animali sani e forti e molto arrabbiati di essere caduti in mano a dei grossi predatori con lampadine in testa e quindi in questo caso è molto più facile essere morsi.

Sai cosa si fa per far staccare il pipistrello dal morso che sta dando? Basta soffiare forte proprio dove sta mordendo, l’aria che entra nella sua bocca lo spaventa e solitamente lascia senza proseguire oltre.

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Plecotus Austriacus in riabilitazione grazie a Tutela Pipistrelli

Ci sono differente tra pipistrelli cinesi e italiani? 
Questa domanda è come chiedere se ci sono differenze tra i carnivori africani e asiatici… Sì, ci sono tantissime specie diverse.

Una delle prime consulenze internazionali è stata per una ragazza italiana che in quel momento viveva in Cina e aveva trovato un pipistrello. Devo dire che dare indicazioni è stato particolarmente complicato sia perché la specie era decisamente diversa da quelle che solitamente vengono ricoverate qui in Italia, sia perché i prodotti farmaceutici che in occidente possiamo comprare senza problemi (ad esempio probiotici) in Cina sono introvabili.

Quindi sì, ci sono differenze.

Quale ruolo svolgono questi mammiferi nell’ecosistema in cui viviamo? 
Se parliamo dell’Italia i pipistrelli fanno un lavoro molto prezioso, impediscono la dispersione di insetticidi vari perché svolgono questo ruolo (quello di insetticida) molto meglio dei prodotti chimici.

Voglio fare un esempio concreto. Mettiamo una colonia di piccole dimensioni, diciamo un centinaio di individui, di una specie di media/piccola taglia che pesa più o meno 10g.

Ecco, un pipistrello di 10 grammi può nutrirsi anche di 4/5 grammi di insetti ogni notte. Una colonia del genere quindi si mangia 400 grammi circa di insetti a notte, che in una settimana sono 2,8 kg e in un mese sono 12 kg di insetti in meno nello spazio in cui viviamo. Nessuno riesce a fare meglio di loro senza far danni all’ambiente!

Se parliamo più in generale di tutto l’ordine i pipistrelli, questi sono indispensabili come dispersori di semi, come impollinatori, come insetticidi.

Il loro è un ruolo importante anche perché hanno anche la straordinaria capacità di poter vivere a lungo e quindi sono fondamentali per capire come un ambiente sta mantenendosi intatto.

Oppure, se inquinato, si assisterà a una diminuzione delle popolazioni locali. Per questo è fondamentale monitorare le colonie presenti sul nostro territorio (l’Italia ha anche firmato un accordo con l’Europa in cui deve rendicontare l’andamento delle popolazioni).

La tua associazione di cosa si occupa, esattamente? 
Di fare da riferimento per chiunque abbia a che fare a qualsiasi titolo con i pipistrelli: dalle persone che sono solo curiose di conoscerli, a chi ne trova uno per strada, ai centri recupero che vogliono aggiornarsi o migliorare le tecniche di recupero che loro usano, alle istituzioni pubbliche per attuare monitoraggi.

Collaboriamo anche con gli speleologi e diverse associazioni.

In pratica Tutela Pipistrelli si occupa dalla cura dei pipistrelli allo studio collaborando con tante realtà italiane e anche internazionali.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

2 commenti

  1. Ho letto con molto interesse. Vorrei sapere perchè dopo 17 anni che vivo in questa cvasa ai Castelli romani, i pipistrelli, quest’anno sono spariti. Sapevo che erano, così mi era stato detto, un indicatore ecologico ed ero contenta. Grazie per una risposta.

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