Teatro

#Recensione: “Direzione Laurentina” al Teatro de’ Servi

Chi ha paura dei luoghi comuni? La risposta è meno ovvia di quel che si possa immaginare. Tutti ne abbiamo timore, solo che siamo bravissimi a far finta di nulla. “Direzione Laurentina”, scritto e anche interpretato dalla talentuosa Veronica Liberale, è una divertente commedia che descrive, in modo leggero quanto incisivo, noie e paranoie del trovarsi accanto a degli sconosciuti. 

Lo spettacolo del Teatro de’ Servi, uno dei più interessanti eventi a Roma di questi giorni, racconta con intelligente ironia le fobie più comuni che abbracciano la sfera delle emozioni, percepite in circostanze non direttamente controllabili. Il luogo eletto a scenario di questa claustrofobica situazione è la fermata della Metro Laurentina. “Direzione Laurentina” sembrerebbe uno spettacolo per i romani dedicato ai romani.

In realtà sì. Perché trovare la borgata romana in scena non è poi così comune. Ma diventa metafora della mediocrità globale quando al posto del dialetto romano si fanno spazio le vicende dei protagonisti. Storie che potremmo ritrovare ovunque. Mezzi di trasporto che si assomigliano tutti se ci fermiamo a riflettere sulle solitudini che spesso trasportano da una capo all’altro delle città.
GabrielePadovano-21022020-156Vincitrice del Premio Comic Off 2018, gli spettacoli a Roma a marzo si avvalgono di questa piéce che racconta l’intreccio di storie comuni e diverse che si ritrovano casualmente insieme in attesa dell’ultimo treno della metropolitana per tornare infine alle vite di sempre. Una madre e una figlia in attesa di un “nuovo piccolo arrivato/a”, la guardia giurata che aspetta la svolta della sua vita, un giovane arabo che vive aspettando e poi, lei, la misteriosa e affascinante donna che apre lo spettacolo ma della quale, solo all’ultimo, scopriremo le attese.

Si aspetta un treno convinti che sia l’ultimo che possiamo prendere e non pensiamo quasi mai che un treno perso possa rivelarsi talvolta un’opportunità. Il dipanarsi della storia, magistralmente diretta da Pietro De Silva, è sostenuto da un ritmo godibile che diviene suspense grazie all’interessante intuizione finale che gioca sul rovesciamento dei fatti: ciò che era potrebbe non esserlo stato.

Con un colpo di coda da maestro, l’attenzione dello spettatore si sposta dalle divertenti e rocambolesche vicende dei protagonisti, i simpaticissimi Fatima Ali, Emanuele Cecconi, Antonia di Francesco, Simone Giacinti, Veronica Liberale, Francesca Pausilli, Francesca Piersante, verso la macro riflessione drammaturgica offerta da “Direzione Laurentina”: i nostri gesti cambiano non solo le nostre giornate ma anche, e senza appello, quelle di chi abbiamo accanto. Anche per caso. Anche solo per un istante.

La scenografia allestita al Teatro de’ Servi è semplicissima ma di chiaro effetto. Siamo inequivocabilmente sulla banchina della metro, fra scale mobili rotte e macchinette mal funzionanti distributrici di snack. I personaggi della storia vengono tratteggiati enfatizzandone i lati più grotteschi. L’arabo che canta Nek per chiedere qualche monetina, la guardia giurata che non si capisce se c’è o ci fa, madre e figlia made in Magliana doc che discutono per le questioni meno probabili con tanto di visioni dall’oltretomba. Salvo lei, l’elegante donna che parla un italiano perfetto, vestita a festa e che si rivelerà un medico denunciato per mancata professionalità.

Eppure sarà a lei a far nascere, nel freddo spazio della metropolitana, la bambina. Una bimba “diversa” da quello che ci si poteva aspettare. Una bambina di colore per una mamma bianca senza un papà da presentare. La bambina che diventa una giovane donna e che ci consegna, protagonista assoluta del palco, il colpo di scena: “E se non fossi mai nata?”. Si riavvolge il nastro della narrazione e per un frazione di tempo un litigio in scena fra la guardia giurata e il giovane arabo diventa una colluttazione mortale per una bimba che non vedrà mai la luce.

Perché rendere così drammatico il finale di una commedia brillante? Perché siamo tutti co-responsabili del come-va-il mondo. E se non cambia il nostro intimo atteggiamento, a nulla servirà ingannare il tempo con i luoghi comuni.

Forse il cammino è già la meta stessa
Direzione Laurentina –

(s)spunti di riflessione

Qualche volta abbiamo bisogno di leggerezza a teatro, di ridere senza troppo pensare, di riconoscerci fra le parole o gli accenti sbagliati. “Direzione Laurentina” ci permette di compiere questa operazione consegnandoci un grande valore universale: la consapevolezza.

The Parallel Vision  _ Raffaella Ceres)
(Foto: © Gabriele Padovano)

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