Cultura

Numeri straordinari per la BiennaleMArteLive 2019 appena conclusa

Conclusa lo scorso 22 dicembre con la chiusura dell’ultima opera di street art a Corviale firmata da Moby Dick, la BiennaleMArteLive 2019 si è rivelata il solito, dirompente incubatore di nuovi progetti artistici, mini festival e rassegne che saranno poi sviluppati nei prossimi mesi.

La grande novità della Biennale rispetto al classico festival MArteLive risiede proprio nei “progetti speciali” che hanno preso vita in contemporanea nella seconda fase del festival. Ognuno di essi non è altro che l’embrione di un festival o di una rassegna indipendente dalla Biennale con caratteristiche specifiche che non vanno in concorrenza tra loro e che trovano nel MArteLive System e nella rete con altre realtà organizzative e culturali partner, lo strumento per svilupparsi in forma autonoma sperimentando nuovi linguaggi e prospettive.
francescadangelo_3dicembreSono 15 i progetti speciali lanciati durante questa Biennale e saranno 15 tra festival, rassegne, eventi e iniziative culturali a essere sviluppate nei prossimi 2 anni: parliamo di #ALTRNTV, (S)ink, Indie Contemporaneo, The Dark Room Project, Su:ggestiva, Green Legacy, Street Art for Rights, Open Gallery, #LaziOFF, LabBIENNALE, Buskers in Town, Letteratura Viva, L’Arte non ha Sbarre, MArteVisiva e Performativa.

È stata una Biennale dai numeri che sfiorano l’incredibile: a coltivare e costruire questo sogno, dal 2001, il direttore artistico e ideatore del Festival Giuseppe Casa, che per questa edizione 2019 si è voluto concentrare sulla varietà e la qualità dell’offerta, per poter distribuire eventi di grande impatto artistico ed emozionale in tutto il Lazio.

L’obiettivo è stato quello di valorizzare idee innovative e originali, i cosiddetti “segnali deboli”, dando risalto ai contenuti e ai messaggi dei progetti che trattano temi attuali soddisfacendo un bisogno culturale più che dinamiche di notorietà, in cui spesso l’esaltazione del personaggio artista surclassa il contenuto della proposta.

Alla fine sono stati oltre 900 gli artisti coinvolti che hanno invaso Roma e altri 20 borghi del Lazio, coinvolgendo più di 70 luoghi di cultura e aggregando un pubblico di circa 30.000 persone, lasciando il segno sulla Capitale con opere di street art significative come “(S)ink” al Pigneto o i murales alla Casa Internazionale delle Donne.

The Parallel Vision  ­_ Redazione)

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