Arte Mostre

#Recensione: “Canova. Eterna bellezza” al Museo di Roma

Dal 9 ottobre e fino al 15 marzo, il Museo di Roma ospita “Canova. Eterna bellezza”, esposizione dedicata al massimo interprete della scultura neoclassica. Una mostra incentrata sul legame tra Antonio Canova e la città di Roma, con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere.

Piazza Navona brulica di turisti ma nulla riesce a disturbare la calma della piazza interna di Palazzo Braschi, dove una bianca installazione colpisce l’occhio del visitatore. Si tratta di una riproduzione del gruppo scultoreo di “Amore e Psiche che si abbracciano”, realizzata a partire da una scansione tridimensionale del gesso originale di Antonio Canova.
canova-eterna-bellezza-museo-di-roma-palazzo-braschi-2019I 2 si tengono stretti e accolgono lo spettatore in un viaggio all’interno dell’arte immortale dello scultore veneto. Il percorso inizia proprio dalla descrizione dei 2 gruppi scultorei che raffigurano i protagonisti della favola di Apuleio.

Al primo piano sono 13 le sezioni che esplorano da vicino il rapporto di Canova con Roma, la città che, tra ‘700 e ‘800, rappresentò il trampolino di lancio della sua carriera. Si passeggia nel tempo, tra opere di straordinario realismo fuso al classicismo, forme idealizzate e superfici lucenti e levigate.

Ci si perde nella semioscurità delle sale dove, all’improvviso, lo sguardo viene rapito da una luce calda e soffusa che investe, ad esempio, la “Maddalena Penitente”, nella sua straordinaria commistione di sacro e profano, religiosità e resa del nudo, per un’opera “tutta figlia del cuore”.
canova-eterna-bellezza-museo-di-roma-palazzo-braschi-2019Gli occhi si perdono ancora quando si entra nella sesta sezione, dove il pubblico viene invitato ad osservare le opere al lume delle fiaccole, come era in uso nella Roma del ‘700, così da poter apprezzare maggiormente le sfumature e i dettagli.

L’intelletto sano preferisce il fare con poco al fare con molto, così una singola figura può essere la scena di tutta una maestria di un artista” affermava Winckelmann, padre del neoclassicismo. Proprio quando il percorso sembra concludersi, ecco che, in tutta la sua leggerezza ed eleganza, la Danzatrice con le mani sui fianchi incontra lo spettatore. Investita da una luce bianca, troneggia nella semioscurità dellultima sala e, roteando su un piedistallo, sembra prendere vita davanti al visitatore immobile.

Non perdete dunque questo piccolo angolo di quiete, questo percorso espositivo che, grazie alla sua forza narrativa, sarà in grado di trascinarvi nellatmosfera frizzante della Roma di fine ‘700, miniera preziosa di ispirazione per Antonio Canova, maestro indiscusso del Neoclassicismo.

The Parallel Vision  ­_ Silvia Torrioli)

5 commenti

  1. Ho visitato la mostra L’eterna bellezza dedicata a Canova ed è stata una delusione: in esposizione quasi solo i modelli in gesso. Qualche gesso può essere interessante per documentare la tecnica di realizzazione dal bozzetto in creta all’opera finita, ma la bellezza della statuaria carovana è la resa marmorea. Mi è sembrata più una messinscena che un tributo all’eterna bellezza. Il mio parere, pur essendo, naturalmente, personale, è suffragata dalla mia esperienza professionale in ambito archeologico, nel quale ho visitato e realizzato esposizioni museali.

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