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Il Bostrengo, dal Medioevo dolce-simbolo della tradizione contadina

La tradizione culinaria della nostra Penisola è piena di ricette povere e gustosissime che raccontano centinaia di anni della cultura italiana, nate soprattutto dalla necessità di sfamare i propri familiari e dall’abitudine a non buttare mai niente.

Così, quello che avanzava in credenza si trasformava in piatti che forse all’inizio assomigliavano più a “mappazzoni” senza criterio ma che lentamente sono diventati primi, secondi, contorni e dolci che oggi distinguono le varie tradizioni popolari di Regione in Regione. Il bostrengo è una di quelle pietanze che incarnano meglio questa vitalità tipica del nostro Paese.
bostrengo-dogana-vecchia-2019-11-dolce-cake-1Il “bòstreng”, nome dialettale che pare sia di origine barbarica, è un dolce i cui natali sono contesi tra il mondo contadino della bassa Romagna e quello delle alte Marche. Quel che è certo è che nasce dall’esigenza di non buttare via il pane secco e che per farlo si usava un po’ tutto quello che c’era in casa: riso o altri cereali, pane raffermo, farina, frutta e così via.

Oggi è diffuso in un ampio territorio che va dalla Romagna alle Marche e in alcuni luoghi assume nomi diversi, così, ad esempio, viene chiamato “burlengo” tra Pesaro ed Urbino e “frustingo” in alcune zone delle Marche. La sua preparazione varia sensibilmente da zona a zona, di contrada in contrada, addirittura di famiglia in famiglia. Quindi le ricette del dolce sono moltissime, alcune semplicissime e con pochi ingredienti altre più articolate e complesse sino ad arrivare a versioni in cui sono usati ben 32 ingredienti.

Quella della Dogana Vecchia, ristorante e country house immersa nella campagna che si distingue per una bellissima torre trecentesca, è ad esempio la seguente:

– 250 grammi di pane non salato raffermo, bagnato nel latte
– 200 grammi di riso cotto bollito in acqua salata
– 150 grammi di noci tritate grossolanamente
– 200 grammi di uva passa, sultanina (o fresca se di stagione)
– 500 grammi di mele tagliate a dadini piccoli
– 150 grammi di zucchero
– un cucchiaio di farina di grano tipo 1
– due cucchiai di farina di granturco
– un uovo sbattuto con un pizzico di sale
– 150 grammi di fichi secchi (o freschi se di stagione)
– scorza di un’arancia tagliata fitta a coltello avendo cura di prelevare solo la sottile parte colorata

Si prepara prima il riso bollito e, separatamente, si ammorbidisce il pane raffermo nel latte. Poi si uniscono il riso bollito, a temperatura ambiente, e il pane, preventivamente strizzato del latte, cui si aggiungono gli altri ingredienti. Si impasta il tutto e si mette su una casseruola avendo cura che l’altezza sia intorno a 3 cm. Si mette, quindi, al forno a temperatura moderata per almeno un’ora e il bostrengo è pronto quando sopra è diventato dorato tendente al bruno.

The Parallel Vision  ­_ Redazione)

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