Si è conclusa la sesta edizione di Buskers In Town con oltre 30.000 persone che per 3 giorni (dal 27 al 29 settembre) hanno invaso il quartiere di Centocelle, godendosi tantissimi spettacoli, concerti e laboratori.
Dopo 6 anni, dunque, Buskers In Town continua a dimostrare come la periferia sia viva e desiderosa di eventi, arte e cultura e allo stesso tempo sia un esempio di integrazione culturale: bambini e genitori di ogni etnia e colore hanno vissuto in armonia e naturalezza l’esperienza del festival, senza pregiudizi, come un’unica comunità.
Un grande evento diffuso all’insegna della socialità, quindi: Buskers In Town non si è sviluppato solo tra Piazza delle Gardenie e Piazza dei Mirti ma ha coinvolto anche tanti locali e club di zona che hanno ospitato alcuni spettacoli off. Il festival è stata anche un’occasione per selezionare gli artisti in vista della BiennaleMArteLive 2019, in programma a dicembre al Planet Club.
Buskers In Town è organizzato dall’Associazione Procult ed è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE. La manifestazione nasce a Roma nel 2014 per iniziativa di Giuseppe Casa e dallo scorso anno è diventato un festival itinerante in diverse città Italiane.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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A metà anni ’90 ho seguito per tre stagioni i Buskers di Ferrara. Momenti fantastici di autentica arte spontanea. Poi si è sparsa la voce e sono arrivati quelli con gloria obiettivi delle macchine fotografiche aperti e il cervello chiuso.
Il mondo busker è stupendo 🙂
Sì!