Musica

#Intervista: Maria Antonietta e le sue “Imperdonabili” da InKiostro

Mancano pochi giorni all’evento che vedrà Maria Antonietta protagonista del nuovo appuntamento con InKiostro – Rassegna di Musica e Scrittura a Cori (LT). Venerdì 27 settembre, presso il Complesso Monumentale della Chiesa di Sant’Oliva, l’artista marchigiana presenterà “Sette ragazze imperdonabili”, il libro uscito il 19 marzo per Rizzoli che diverrà uno spettacolo, un vero e proprio reading-concerto con letture musicate e canzoni tratte dal suo repertorio suonate in una veste del tutto inedita.
Qui Letizia Cesarini, vero nome della cantante, racconta qualcosa di più sul progetto a Mario Cianfoni.
maria-antonietta-sette-ragazze-imperdonabili-2019-5-98Ciao Maria Antonietta, intanto complimenti per questo tuo primo libro. So che “Sette ragazze imperdonabili” nasce dal cuore della poesia: ci vuoi raccontare come è nata l’idea e come ha poi preso forma?
Grazie. Sono stata sempre appassionata di poesia e allora, ad un certo punto, rendendomi conto del grande debito accumulato con una serie di maestre ho voluto rendere loro omaggio. Sono così diventate le protagoniste di una serie di racconti brevi e i numi tutelari di una serie di poesie che ho avuto il coraggio di pubblicare in appendice ad ogni sezione.

Immagino ci siano ampie zone di osmosi tra “Sette ragazze imperdonabili” e il tuo terzo album “Deluderti” (La Tempesta Dischi, 2018): come e quanto i 2 lavori si nutrono l’uno dell’altro?
Si nutrono tantissimo l’uno dell’altro, sono nati insieme si può dire. Ruotano attorno allo stesso macrotema, quello della vocazione e del suo contraltare che è la delusione. Ogni vocazione, se assecondata, provoca una serie di tremende delusioni in chi ti sta accanto e a volte anche in te stesso. Perché non è proprio facile e scontato innanzitutto capire quale sia la propria vocazione e in secondo luogo accettarla. Però tutte le mie maestre hanno compreso e accettato e portato con fatica la propria vocazione, a qualsiasi costo. Lo trovo molto bello.
maria-antonietta
Penso al rapporto tra poesia e canzone: esprimendo fortemente l’interiorità di chi le elabora, sono come una sorta di specchio davanti al quale intraprendere un dialogo con sé stessi, una ricerca di verità che ognuno di noi racchiude nelle profondità più intime. Come si intersecano questi 2 elementi nel tuo percorso artistico (e non solo)?
Poesia e canzone sono 2 linguaggi inscindibili. La poesia è musica, dentro c’è un ritmo, una musicalità, e un “arrangiamento”. Così nelle canzoni, che se sono belle canzoni, non possono che essere esemplari di poesia. Ho sempre amato entrambi i linguaggi e mi piacerebbe restassero vive come prospettive di ricerca in quello che faccio.

Tornando a “Sette ragazze imperdonabili”, come scrivi tu stessa, il libro è dedicato alle tue “sorelle maggiori” che, tra le molte cose, ti hanno insegnato anche ad accettare i tuoi spigoli e le tue complessità: come ti hanno accompagnato nel tuo percorso di crescita?
Tutti abbiamo bisogno di maestri. Chi pensa di fare tutto da solo, chi non si confronta mai con un maestro, anche se morto e distante molti secoli, credo pecchi di superbia. Quanta bellezza, quanta verità, quanta sincerità ho trovato dentro alle pagine di Marina Cvetaeva, di Emily Dickinson, di Sylvia Plath, di Cristina Campo… Mi hanno confortata, consigliata, rassicurata, spaventata, messa di fronte al peso della responsabilità, mi hanno ridimensionata e spronata.

7, un numero decisamente simbolico che rappresenta la conoscenza e la pienezza. So che nutri una forte passione per il Medioevo, perciò ti chiedo: è una cifra che si è composta da sé oppure la scelta di questo numero non è casuale?
Il 7 è il numero della compiutezza, in qualche misura è il numero di Dio. Allora volevo fosse ben presente dentro al libro, perché per me Dio è un modello di libertà e spesso proprio il confronto con Dio, che è quello di più ampie vedute di tutti e davvero libero, è fondamentale. Così accade in molti dei racconti, così è accaduto nella mia vita.

Hai altri progetti narrativi in cantiere?
Sto scrivendo un nuovo disco!

The Parallel Vision  ­_ Mario Cianfoni)

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