Sarà inaugurata venerdì 6 settembre alla Casa della Memoria e della Storia “Il confino politico a Ustica nel 1926-1927“, un’esposizione che si propone di recuperare alla memoria collettiva e di restituire alle giovani generazioni alcuni frammenti di una pagina importante della nostra storia locale e nazionale come è quella del confino di polizia all’epoca fascista.
“Il confino politico a Ustica nel 1926-1927 – Immotus nec iners“, ad ingresso libero, espone una vicenda contrassegnata da forti passioni e da grandi ideali che può essere il racconto di tante vite spezzate solo per affermare un diritto come quello della libertà di pensiero.
La mostra propone immagini, testimonianze e documenti riguardanti alcuni protagonisti, tra cui Gramsci e Bordiga, mettendo insieme vicende politiche e umane collocate nello scenario fisico, culturale e antropologico di Ustica. Le fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, i documenti e le testimonianze scritte dai protagonisti di quella singolare vicenda, pur nella loro incompletezza, consentono di conoscere meglio, attraverso una ricostruzione cronologica e tematica, i luoghi, i personaggi, gli eventi, i momenti e le atmosfere della vita confinaria a Ustica negli anni ’20 nonché alcuni aspetti del contesto “fisico” e sociale isolano in cui essa si inserì. Un microcosmo che divenne laboratorio politico e culturale.
La presentazione della mostra inizierà alle 17.30 in Via San Francesco di Sales 5 (zona Trastevere) e conterà sugli interventi del dottor Vito Ailara (presidente Centro Studi e Documentazione isola di Ustica), della professoressa Noemi Ghetti (saggista gramsciana – Gruppo Storia Associazione “Amore e Psiche”) e della vice presidente ANPI Roma Marina Pierlorenzi. La curatela dell’esposizione, che andrà avanti fino a martedì 24 settembre, è di Vito Ailara e Massimo Caserta.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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