Un’idea folle e, forse, irrealizzabile. Ma Filippo Berta ha deciso di provarci e il suo progetto “One by one” sta già facendo il giro del mondo. Obiettivo: contare tutte le spine dei fili metallici di recinzione che ancora oggi creano divisioni e polarizzazioni geopolitiche e culturali in diversi Stati nel pianeta: Slovenia, Croazia, Ungheria, Serbia, Macedonia, Grecia, Turchia, Corea, Messico e Stati Uniti.
In “One by one” Filippo Berta coinvolge in prima persona le comunità che vivono presso i confini segnati da fili spinati: ciascun residente diventa un performer invitato a contare a voce e nella propria lingua le singole spine. Il semplice gesto del conteggio smaschera le disarmonie sociali indotte e provocate dalle logiche di confinamento ed esclusione che costruiscono frontiere ideologiche impedendo la naturale socialità umana.
Dall’unione delle singole azioni di conteggio delle spine lungo i confini nascerà una video installazione in grado di restituire la coralità di molti popoli, le loro lingue, la loro cultura, i loro paesaggi e il loro immaginario. Al fine di rispondere alla natura mobile del progetto, la mostra “One by one” sarà itinerante: nel 2020, il progetto sarà presentato presso Sapienza Università di Roma e poi presso Nomas Foundation.
Proprio la galleria romana, fresca vincitrice della quinta edizione del bando Italian Council 2019 e del Montblanc Arts Patronage Awards 2019, è promotrice dell’iniziativa, ideata dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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