Arte

Apre il nuovo Museo Musja, una storia di famiglia al servizio dell’arte

La storia della famiglia Jacorossi si intreccia con il tessuto culturale romano per dar vita a Musja, il nuovo museo privato di Via dei Chiavari 7 (a 2 passi da Campo de’ Fiori) che, grazie alla visione di Ovidio Jacorossi, diventa un luogo prezioso di diffusione artistica e di ricchezza sociale. Uno spazio che sarà inaugurato ufficialmente il prossimo 8 ottobre con l’apertura di “The dark side. Chi ha paura del buio?“, prima mostra di Musja firmata da Danilo Eccher.

Volevamo esaltare un periodo di arte contemporanea italiana della prima metà del ‘900 molto trascurata e sottovalutata” racconta Ovidio, presidente di Musja e proprietario di una collezione (circa 2.500 opere) messe ora a disposizione della collettività. “Abbiamo pensato che questa collezione meritasse una sede adeguata, che fosse una sintesi della nostra storia, di una famiglia italiana come tante, che da Leonessa arriva a Roma. Mentre i miei fratelli se ne sono andati, io sono sempre rimasto qui a Via dei Chiavari, in questi spazi, con l’idea di realizzare qualcosa di significativo“.

Dal piccolo negozio di carbone aperto da Agostino Jacorossi nel 1922 proprio in Via dei Chiavari fino ai gloriosi anni ’80 e ’90, quando l’azienda Jacorossi diventa il decimo gruppo industriale italiano, la famiglia di Ovidio vede adesso realizzarsi un sogno: dare vita a un luogo nel cuore di Roma in cui confluiscono la visione umanistica e imprenditoriale dei Jacorossi: “Tutta la nostra storia si poggia su 2 linee guida: la prima è quella dell’arte contemporanea come strumento di creatività, sia per la persona che per le imprese. La seconda è la centralità della figura umana“.

La prima pietra di questo nuovo percorso culturale si chiama “The dark side. Chi ha paura del buio?“, una mostra che apre ufficialmente la stagione di Musja e allo stesso tempo dà vita a una trilogia che si svilupperà in 3 anni e che affronterà la “Paura del Buio“, la “Paura della Solitudine” e la “Paura del Tempo“.

Il luogo che ci fa paura non è altrove, ma appartiene a noi” spiega Eccher. “Forse il titolo vero della mostra potrebbe essere ‘The shadow’ (l’ombra), perché questo luogo sta sempre accanto a noi, sempre presente. Fa parte della nostra vita avere il concetto di paura, di difficoltà. Ma non si può sempre negare: la paura è una di quelle forze che ci permette di superare le difficoltà. Paura, solitudine e tempo in realtà sono lati positivi, sono elementi che sfidano il nostro coraggio e ci spingono a sconfiggere il buio“.

Per questo primo capitolo di “The dark side” saranno in mostra 13 importanti artisti internazionali e 4 italiani, con imponenti installazioni site-specific e opere di grandi dimensioni: Gregor Schneider, Robert Longo, Hermann Nitsch, Tony Oursler, Christian Boltanski, James Lee Byars, Monster Chetwind, Sheela Gowda, Shiota Chiharu e poi Gino De Dominicis, Gianni Dessì, Flavio Favelli e Monica Bonvicini.

L’esposizione aprirà martedì 8 ottobre 2019 e andrà avanti fino a domenica 1 marzo 2020, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Ingresso: Open 16 euro, intero 14 euro, ridotto 12 euro. Promo per l’ingresso Open (acquistabile dal 29 luglio al 15 settembre): 14 euro. Info: 06-68210273.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Paolo Gresta)

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