Letteratura

#Libri: “Sogni e favole” di Emanuele Trevi

Sogni e favole”, questo il titolo del nuovo libro di Emanuele Trevi (edizioni Ponte alle Grazie). Un quasi romanzo autobiografico che percorre la vita del giovane Emanuele attraverso 3 incontri imprescindibili, 3 vite vere che hanno formato la sua. Il volume si apre sullo sfondo di una Roma degli anni ’80, dove la parola chiave è nostalgia. 

“Era ancora il tempo degli artisti nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione”. Nostalgia della lentezza, dei lunghi viaggi in treno, dell’emozione per i paesaggi, delle cose che colpivano perché non venivano capite, dei rullini fotografici, delle attese che costringevano le persone a pensarsi con maggiore intensità.

8616106_3676085Una nostalgia per quelle salette dei vecchi cineclub dove Emanuele, dopo la proiezione del film “Stalker“di Tarkovskij, trova un uomo in lacrime, in perturbamento estatico, perché “si era preso sulle sue spalle ciò che aveva visto, si adeguava alla trasformazione che si era innescata in lui”. È il primo incontro di “Sogni e favole” (224 pagine, 16 euro): la vita di Arturo Patten, fotografo statunitense che vive a Roma e che rivive attraverso queste pagine mostrando l’intenso amore che nutriva per la vita, per la bellezza, per la Città Eterna che fa da sfondo. Un uomo che ha amato le cose del mondo e compreso il segreto dell’essere libero: il conoscersi.

La seconda vita è quella di Amelia Rosselli, “poeta”, come dice la targa di marmo sul vecchio edificio dove abitava, proprio nella stessa via di Arturo. Risalta la solitudine irrimediabile di questa “anima in pena”, l’angoscia delirante che si porterà dietro fino alla fine che avviene per scelta, come per Patten.

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Emanuele Trevi

La terza vita che l’autore incontra è quella del “grande critico” Cesare Garboli, che avviene grazie ad Arturo dinanzi a una Roma barocca, quella di Santa Maria della Pace, che dai tavolini di un bar diventa un perfetto scenario teatrale, “una favola teatrale che non potrò mai comprendere”. È proprio da questo episodio che tutto ha inizio. “Sogni e favole” diventa una condizione d’animo a partire da questo incontro con Garboli che recita il sonetto di MetastasioSogni, e favole io fingo“, da cui prende titolo il libro e il fil rouge di tutta la narrazione, accompagnato da continue domande retoriche e acute riflessioni.

Quello con Metastasio è l’incontro fondamentale. “Tutto è menzogna, e delirando io vivo!” recita il sonetto, perché tutto ciò che si scrive è pura finzione, è della stessa natura dei sogni. E nonostante questa consapevolezza resta una finzione che fa commuovere e che illude anche il poeta che la crea.

Emanuele Trevi, “Sogni e favole
Edizioni
: Ponte alle Grazie
Pagine
: 224
Euro
: 16
Codice ISBN
: 978-88-6220-851-2

The Parallel Vision ⚭ _ Giusy Esposito)

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