Cultura

#Intervista: Davide Grillo racconta Sgombro, il varietà tragicomico

Sgombro compie 3 anni e il collettivo tragicomico romano sembra essere in splendida forma e crescere sano e rigoglioso. Venerdì 15 febbraio sul palco del Nuovo Cinema Palazzo avrete modo di ritrovare i ragazzi del varietà ideato tra i tavoli del ristorante La Tana Sarda nel consueto spettacolo multiforme fatto di musica, poesia, teatro, letture e tanto altro. Nel frattempo Cristina Brizzi ha scambiato 4 chiacchiere con Davide Grillo, uno degli ideatori di Sgombro, e si è fatta raccontare la storia del collettivo, le idee alla base del progetto e perché nel 2019 ha ancora senso portare uno spettacolo di “varietà” su un palco.

davide-grillo-sgombro-2019-12

Davide Grillo

Com’è nato Sgombro?
C’è un ristorante a San Lorenzo che si chiama La Tana Sarda, fa i primi a 3 euro ma si può fare anche la mezza porzione come in “C’eravamo tanto amati“. Lì a pranzo abbiamo cominciato a frequentarci con Ivan Talarico e Claudio Morici (che già collaboravano) e con Daniele Parisi e Marco Andreoli. Scherzavamo sul fatto che i nostri miti avevano il Folkstudio e noi avevamo La Tana Sarda. Siamo diventati amici. Ci scambiavamo le idee, i consigli e i contatti dei locali. Quando abbiamo deciso di fare un varietà al Nuovo Cinema Palazzo, che già aveva ospitato i nostri spettacoli, abbiamo subito coinvolto Il Nano Egidio, Gioia Salvatori, Bartolo Botta, Daniele Fabbri e Cecilia D’Amico.

Sgombrorid-1

(Foto: © Manuela Giusto)

Sgombro nasce nel 2016, ha sempre avuto il tutto esaurito e ospitato tantissimi artisti. Qual è il suo punto di forza?
Credo siano diversi fattori prima di tutto ambientali: il Nuovo Cinema Palazzo è l’habitat perfetto e noi oltre a stimarci, a collaborare e a farci ispirare dal lavoro degli altri, siamo amici e ci vogliamo bene e credo che questa cosa il pubblico la percepisca. Ivan poi come presentatore è fondamentale per la poetica della serata sempre, elegante e misurato, quando abbiamo cominciato ci siamo subito detti che doveva esser lui e, anche se è un impegno non da poco, ne è stato contento. II fatto di ospitare sempre altri artisti rivitalizza e dà la possibilità a noi e al pubblico di prender parte ogni volta a qualcosa di totalmente diverso. Infine, inizialmente è nato come varietà dove provare i pezzi e continua ad essere così.

Perché Sgombro?
È un gioco di parole tra il pesce in scatola e lo sgombero degli spazi sociali. Nel 2016 abbiamo scelto questo nome perché purtroppo ci sembrava adeguato ai tempi che corrono, a distanza di anni con rammarico lo è sempre di più. Sgomberando gli spazi sociali e venendo sempre più a mancare i luoghi di aggregazione, ci sembra sia in pericolo non tanto una certa idea di comunità, ma proprio l’idea di comunità. E dato che le 2 principali caratteristiche della comicità sono sempre state quella di fare catarsi delle grandi paure e quella di contribuire alla formazione di una comunità a partire dalla continua ricerca di un accordo fra tutti fosse pure solo basato su cosa ci fa ridere, su cosa troviamo veramente ridicolo, ci siamo detti: “Una cosa su tutte, Lo Sgombero!“.

Perché è un varietà tragicomico?
Si dice spesso che la commedia e la tragedia sono intimamente legate, che sono 2 facce della stessa medaglia, non lo sappiamo. Forse la commedia è semplicemente una tragedia dove si mente sul finale o sulla forma, non sul contenuto. Eppure in Italia si è portati spesso ad associare il comico con l’allegria, la spensieratezza, la felicità e lo star bene, relegando i problemi dell’esistenza al parcheggio o alle buche. Il punto è che nella vita però si sta anche parecchio male o comunque poi in ogni caso si muore. Prima citavo “C’eravamo tanto amati“. Il grande lascito della commedia drammatica italiana è stato proprio questo: invitare a sforzarsi sempre di far ridere sulla sofferenza, non relegandola ma facendosene carico. Ecco vorremmo fare a meno di questo tono epico ora ma forse la nostra idea, il nostro ideale diciamo, come dichiarazione di intenti si intende, è quello di non mentire, di non dissimulare, di non negare la sofferenza, anche a costo di far ridere meno. Del resto confidiamo in Samuel Beckett quando diceva che nulla è più comico dell’infelicità.

Quando il prossimo appuntamento?
Il prossimo appuntamento sarà il 15 febbraio e oltre a noi ci saranno Valerio Lundini, Priscilla Bei, Lo Sgargabonzi e Davide Di Rosolini. Come sempre accompagnati dalle grafiche di Maurizio Ceccato e dalle luci e la fonica di Camila Chiozza.

The Parallel Vision ⚭ _ Cristina Brizzi)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...