Teatro

#Recensione: “EsotericArte” al Teatro Sala Umberto

Il legame fra arte e simbologia, cultura e pensiero, divino e pagano, affascina la mente umana da tempo immemore. “EsotericArte”, spettacolo non convenzionale di e con Elio Crifò, ha indagato in maniera originale archetipi e quesiti culturali e sociali, mettendo al centro delle riflessioni il senso estetico che da sempre indirizza l’uomo verso la ricerca di nuove possibilità.

Il Teatro Sala Umberto è stato così, lo scorso 19 novembre, culla di riflessioni e provocazioni filosofiche e matematiche, per un pubblico interessato e incuriosito dall’illustre presenza del prof. Piergiorgio Odifreddi, uno dei filosofi e matematici più interessanti del nostro tempo, diretto in scena da Massimiliano Vado.

esotericarte-teatro-sala-umberto-2018_DSC0108Una platea composta fra l’altro (è un vero piacere poterlo descrivere) da giovani uditori. La cultura può essere un grande divertimento ma deve rimanere un esercizio di profonda responsabilità per chi ne fa un mestiere perché le giovani menti che esplorano il suo mondo possano essere orientate alla scoperta del bello e al gusto della ricerca stessa.

Elio Crifò ha proposto il proprio viaggio fra edifici monumentali, affreschi, mosaici e misteri architettonici in chiave ironica e burlesca, quasi a voler contrastare con l’imponenza dei temi trattati. Argomenti aperti e mai chiusi nettamente durante lo spettacolo ma lasciati decantare nell’anima degli spettatori come pillole di stuzzicante interesse artistico pronte a solleticare la fantasia dei più temerari.

A fare da contro canto al compìto padrone di casa c’è stato un disinvolto quanto accattivante Piergiorgio Odifreddi che ha il dono di rendere semplici le argomentazioni più complesse. Il suo compito è stato quello di omaggiare, con il minor disincanto possibile, gli elementi che nelle loro unicità hanno reso grandiose opere d’arte più o meno misteriose.

L’Arte, la Cultura e il Pensiero sono le vere droghe dell’uomo, quelle sostanze stupefacenti che fanno approdare in mondi sconosciuti. Che senso ha creare un’opera d’Arte? Perché abbiamo edifici costruiti con il senso dell’8? Perché abbiamo Cattedrali con la filosofia del 3? O palazzi con giochi geometrici, proporzioni auree e disposizioni astrali e cosmologiche? Che cosa unisce Stonehenge con Picasso, e Bach con i Deep Purple, i Genesis? Perché abbiamo una grande quantità di mosaici, affreschi, edifici e sculture, ricoperti di simboli alchemici, gnostici, cabalistici che ancor oggi risultano incomprensibili e misteriosi?“: questi sono alcuni degli interrogativi che Crifò (autore dell’omonimo libro “EsotericArte”) si è posto durante il lungo spettacolo.

Il gioco a 2 voci fra arte e scienza ha seguito in “EsotericArte” un andamento che potremmo definire binario permettendo al pubblico, una volta compreso il meccanismo, di prevedere gli incastri e gli scambi fra i 2 mattatori in scena. L’uno dedito ad accendere le attenzioni del pubblico sulle specificità e l’altro a indagare sulle visioni globali. 2 facce di una stessa medaglia perché, come è stato suggerito nel corso della serata, se non riconosci i simboli non riesci a riconoscere l’insieme.

Non bisogna essere distratti dalla storia ma da ciò che ci sta dietro

Essenziale la scenografia composta dalle 2 postazioni di lettura dei protagonisti in scena e da un grande schermo sul quale sono state agevolate le immagini dei racconti consegnati al pubblico. La possibilità di fissare alcuni concetti in immagini facilmente codificabili ha facilitato la fruizione delle molteplici e talvolta velocissime sollecitazioni argomentative proposte.

Queste forme di divulgazione scientifica e artistica hanno un grande impatto mediatico ed empatico con il pubblico. La particolarità della serata proposta al Teatro Sala Umberto è stata quella di riferirsi dialetticamente a un lontano Medioevo nel quale oggi rischiamo di (ri)cadere se lasciamo che il tempo culturale continui inesorabile a scorrere senza nuovi e puntuali interrogativi da riconoscere e superare.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)
(Foto: © Luana Iorillo)

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