Teatro

“Il diavolo, certamente”. O forse no? Appunti di viaggio di Andrea Camilleri

Un giallo, una commedia, un’irresistibile carrellata di episodi improbabili ma non troppo: “Il diavolo, certamente” ha debuttato lo scorso 11 gennaio al Teatro Vittoria e la nuova produzione di Attori&Tecnici introduce il 2018 sotto il segno dell’ironia.

Tratto dai racconti di Andrea Camilleri, con l’adattamento teatrale di Claudio Pallottini e con Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Sebastiano Colla, Claudia Crisafio, Mimma Lovoi, Chiara Bonome e Valerio Camelin, “Il diavolo, certamente” è uno spettacolo intelligente e piacevole.

il-diavolo-certamente-teatro-vittoria-camilleri-2Nessuna pretesa di sottotesti intimistici o banalità da spendere per risate a buon prezzo. Questa commedia rappresenta il giusto mezzo per passare una serata a teatro in compagnia di un autore di indiscussa bravura, una gruppo di professionisti e… il diavolo, certamente!

33 racconti di 3 pagine contenevano il diabolico intreccio di testi brevi presentati da Andrea Camilleri nella sua raccolta omonima. 6 passeggeri nello scompartimento 6 della carrozza numero 6 sono invece, nel caso della trasposizione teatrale, i numeri per fare il vostro gioco di analisi e considerazioni sul caso, destino, fatalità o malefico zampino che dir si voglia.

il-diavolo-certamente-teatro-vittoria-camilleri-1La narrazione curata dalla regia di Stefano Messina si sviluppa in un semplice quanto efficace gioco di scatole cinesi per cui il racconto nel racconto riporta spettatori e narratori al momento stesso dei fatti “realmente” accaduti.

E sono tutte storie in cui il destino sembra aver spinto l’agire dei protagonisti, ma la vera scommessa al termine della commedia si nasconde nel capire quanto invece siamo noi stessi a spingere il destino verso l’una o l’altra dimensione.

il-diavolo-certamente-teatro-vittoria-camilleri-3La scenografia è interessante, così come i particolari dello spettacolo che vincono sull’insieme anche perché il diavolo fa le pentole e si scorda i coperchi, tralasciando quindi i dettagli. Bella la scena fissa della carrozza che ospita i nostri intrepidi ed inconsapevoli protagonisti velata, quasi disturbata, da una tenda che rende meno nitidi i personaggi per scoprire la realtà solo sul gran finale.

Il diavolo sarebbe quando “uno cerca di fare una certa cosa e all’improvviso c’è il granello di sabbia che arresta il meccanismo gigantesco” – Andrea Camilleri

Bravi tutti gli attori nonostante le emozioni della “prima” ed il gran numero di personaggi che ciascuno di loro interpreta in ogni racconto breve. È davvero difficile tenere il passo di un ritmo di narrazione così eterogenea, entrare ed uscire dalla logica delle tante figure in scena. Ma la musica, in perfetto Camilleri style, agevola il passaggio da un episodio all’altro.

Totem e tabù di ogni epoca, l’intervento di una qualsivoglia forza esterna che condizioni gli eventi della vita è uno degli elementi che maggiormente affascina l’uomo. La forza di questa commedia è di giocare sul fil di lama di un destino assolutamente scritto dagli uomini ma chissà se curato nella regia dallo zampino del diavolo.

il-diavolo-certamente-teatro-vittoria-camilleri-4Riderci insieme è di certo una buona soluzione. Finché ovviamente vi sia concesso di riderci sopra. E con un finale di commedia che vi costringerà a rivedere buona parte delle considerazioni sui racconti applauditi nei due atti che compongono la pièce. Non ci resta che augurarvi buona fortuna, viaggiatori!

E se appartenete a questa folta cerchia di intrepidi, che scorgono nel viaggio stesso maggiore motivo di meraviglia della possibile meta, allora non potete perdere “Il diavolo, certamente”, in scena al Vittoria (Piazza Santa Maria Liberatrice 10, zona Testaccio) fino al 28 gennaio.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)
(Foto: © Manuela Giusto)

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