tecnologia

Italia digitale? Segnali positivi, ma l’elemento chiave resta quello umano

Cresce l’informatizzazione in Italia, crescono le aziende italiane che investono in nuove tecnologie, cresce complessivamente la trasformazione digitale del nostro Paese rispetto al recente passato. Tutto bene, dunque? Così così. Stando al Rapporto Digital Italy 2017, stilato da The Innovation Group, i segnali positivi sono molti ma le cose da fare e da migliorare sono ancora di più.

Il digitale abilita una nuova visione e un nuovo modello di Italia, più efficiente, più competitivo, più vicino ai cittadini e ai loro bisogni” racconta Roberto Masiero, presidente di The Innovation Group che lo scorso 13 novembre ha presentato in Campidoglio il rapporto sullo stato del digitale in Italia. “Occorre sviluppare un ‘modello di politica per l’innovazione digitale’ che sia orizzontale rispetto alle esigenze del Paese nel suo complesso, che riesca a tenere conto della complessità e del potenziale di scelte che l’innovazione digitale offre al Paese, alle sue istituzioni, alle imprese e ai cittadini“.

DI_800x530La base di partenza, comunque, non è male. Per il 2017 il TIG ha stimato che il mercato italiano dell’Information & Communication Technology è pari a 55,1 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 2,4% rispetto al 2016. In particolare, crescono sia il mercato IT (+3,8%) sia quello delle TLC (+1,6%). Inoltre, il rapporto fa notare come molte aziende italiane stiano rivolgendo la loro attenzione alle tecnologie “di frontiera” come quelle di big data, customer experience multicanale e IoT.

Importante anche sottolineare come le società abbiano abbracciato il concetto di open innovation e di ecosistema, ovvero il fare squadra con altre aziende piuttosto che chiudersi in sé stesse. Grande attenzione quindi a quelle della propria filiera o alle start up per sviluppare nuove idee, progetti e sinergie.

light-man-hand-penNonostante le nuove prospettive, comunque, sono ancora poche le aziende in grado di sposare questi paradigmi. “Vi sono ancora alcuni ostacoli all’attuazione di un’Italia digitale: è un progetto che passa inevitabilmente da una nuova cultura e da un nuovo modo di pensare il digitale, che vede quest’ultimo come strumento per fare innovazione e non come innovazione in sé” ricorda Masiero. “Occorre […] valorizzare i nativi digitali e al tempo stesso facilitare il riallineamento delle professionalità ormai obsolete. La sfida della formazione chiude il cerchio, riportandoci al punto di partenza: la centralità dell’elemento umano nel processo di trasformazione digitale“.

Lo studio di TIG è il frutto di un anno di ricerche sul campo e ha l’obiettivo di “offrire solide fondamenta a questo lavoro strategico, analizzando la situazione italiana nelle sue componenti più importanti tramite un approccio multidisciplinare. […] Per dare impulso allo sviluppo dell’Italia“, conclude il presidente di The Innovation Group, “è quindi necessario definire una strategia digitale di ampio respiro ma al tempo stesso concreta, che tenga conto delle peculiarità italiane e le valorizzi“.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...