archeologia

“I Fori dopo i Fori”, una nuova Roma emerge ai Mercati di Traiano

Avete presente la storia secondo cui a Roma appena si scava escono colonne, anfore, monete, brocche, reperti di ogni tipo? Ecco. È successo di nuovo. Ma stavolta niente rallentamento della metropolitana o blocco del traffico causato da un cantiere archeologico: oggi parliamo di scavi iniziati 25 anni fa all’interno dell’area dei Fori Imperiali che hanno portato alla luce un tesoro nascosto di incredibile valore.

Sono circa 300, infatti, gli oggetti esposti in “I Fori dopo i Fori: la vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’antichità“, una mostra bellissima ospitata dai Mercati di Traiano (Via Quattro Novembre 94) fino al 10 settembre che presenta per la prima volta al pubblico quello che i depositi stratigrafici hanno accumulato nel corso dei secoli. Reperti legati alla vita quotidiana dei romani durante il periodo medievale e moderno, ovvero il contesto forse meno conosciuto della storia di Roma.

Dei Fori Imperiali raccontiamo le trasformazioni successive alle 5 aree di scavi realizzati tra il 54 a.C. e il 113 d.C.“, spiega Claudio Parisi Presicce, sovrintendente ai Beni culturali. “Dagli anni ’90, infatti, si è attivata una nuova fase di ricerca che ha avviato quell’indagine stratigrafica mancata invece negli anni ’20 e ’30“. “I Fori dopo i Fori” è stata suddivisa in 4 sezioni corredate da pannelli didattici e da un video con immagini storiche.

Si comincia con “Gli oggetti della vita quotidiana” romana, alcuni conservati incredibilmente intatti. Parliamo di splendidi contenitori in ceramica, brocche, occhiali, bottoni, posate, rasoi. Fino a due sacchetti di monete appartenenti al XII-XIII secolo uno e al 1550 circa l’altro. Ne “I vasai del Rinascimento” si scoprono invece i lavori legati a tre botteghe di artigiani che si insediarono nell’area del Foro di Traiano tra il XV e il XVI secolo.

Qui c’è stato un ritrovamento eccezionale. L’abitazione e la fornace per maioliche di uno di questi, Giovanni Boni da Brescia, è stata riportata alla luce in ottime condizioni e il suo studio (legato a quello di tanti scarti di fabbricazione presenti) ha restituito diversi dettagli interessanti relativi al percorso produttivo. “Abbiamo trovato nuove tipologie di abitazioni” afferma Roberto Meneghini, archeologo e curatore della mostra assieme alla storica dell’arte Nicoletta Bernacchio. “Questi ritrovamenti, a Roma, non erano mai stati fatti prima“.

Curiosa è la terza sezione, quella dedicata agli “Abitanti famosi” di questa zona di Roma. Qui infatti dimorarono personaggi illustri come Giotto, Michelangelo, Flaminio Ponzo e i Longhi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël. Fino all’antiquario-falsario Francesco Martinetti, nella cui casa venne rinvenuta un’enorme quantità di monete e gioielli antichi nascosti in un muro, il famoso “tesoro di Via Alessandrina“, in parte esposto nel museo.

I Fori dopo i Fori” si chiude con la sezione dedicata a “Chiese e conventi“, con diversi esempi di decorazione marmorea altomedievale accanto ad altri oggetti di vita quotidiana ritrovati in corrispondenza degli edifici sacri: medagliette devozionali, placche di pellegrinaggio, statuine di terracotta, rosari, spille, corredi per cucito. Fino alla lastra funeraria di una persona ignota, scomparsa (come si può leggere sulla pietra) il 23 dicembre 1413.

I Fori dopo i Fori” sarà aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. Sul sito dei Musei in Comune potete trovare altri dettagli relativi alla mostra, organizzata da Zètema Progetto Cultura e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)

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