Cultura

“Qui e Ora”: l’Italia raccontata attraverso lo scontro tra due individui

Personalmente sono molto spaventata dagli incidenti, girando quotidianamente in motorino è un argomento che crea in me uno stato di ansia. Il solo parlarne, o scriverne, mi mette a disagio.

Lo spettacolo che ho incontrato la scorsa settimana all’Ambra Jovinelli ha come pretesto proprio un incidente in motorino tra due uomini. E questo poteva bastarmi per evitare di andare a vederlo, ma per fortuna penso da sempre che affrontare i limiti sia l’unico modo per emanciparsene e poi ammiro la scrittura dell’autore, Mattia Torre, così sono andata a vedere il suo “Qui e Ora“.

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In scena è materializzato lo scontro fisico tra corpi meccanici e corpi umani. Le moto incidentate si trovano una sopra l’altra, i corpi sono riversi a terra. Uno è svenuto, l’altro si muove e da subito reagisce con estrema lucidità al post impatto.

Prima ancora di avere a che fare con un incidente, capiamo che abbiamo a che fare con lo scontro tra due umanità differenti che ci raccontano molto dell’Italia di oggi. Uno scontro rappresentato, dunque, dallo scambio tra i due personaggi, che fanno (sor)ridere, ma mettono anche tanta malinconia e un po’ di tristezza.

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Paolo Calabresi

Cinismo, ironia, sguardo sardonico, sono le armi con le quali i due protagonisti si affrontano. La costruzione del testo, straordinariamente interpretato da Paolo Calabresi e Valerio Aprea, non manca di nulla. Tecnicamente perfetto, con un crescendo che si potrebbe portare come (pre)testo per essere studiato nelle scuole di scrittura creativa (e chissà che non sia stato fatto).

Un progetto, nel suo insieme, assolutamente riuscito, nel quale la regia (dello stesso autore, Torre) si insinua in modo sottile, senza pretese, al servizio delle parole e degli attori che le incarnano, disegnando due personalità ben distinte.

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Valerio Aprea

Qui e Ora” si vive, ci si scontra e, qualche volta, si muore anche, perfettamente al passo con i tempi che stiamo vivendo. Sempre di Mattia Torre, da non perdere a gennaio “Migliore” con Valerio Mastandrea e a febbraio il geniale “456“, con Carlo De Ruggieri, Massimo De Lorenzo e Cristina Pellegrino. Tutti rigorosamente in scena al teatro Ambra Jovinelli di Roma.

(En Moi)

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