
La fotografia non è che la base delle sue millimetriche creazioni digitali. Noell Oszvald, ventiseienne di Budapest, manipola i suoi autoritratti giocando con le geometrie del corpo umano, della natura, degli edifici e persino con l’orizzonte.
Il risultato è il più sofisticato dei minimalismi, impreziosito dall’assenza totale del colore. L’equilibrio visivo è perfetto, purissimo e ha il gusto straniante delle migliori opere surrealiste contemporanee.
Se si aggiunge che il lavoro di questa giovane artista è interamente frutto di sperimentazioni e studi da autodidatta, il quadro di un talento destinato a distinguersi sulla scena internazionale è più che completo. (LL)
Noell Oszvald, Untitled, 2014.
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