Dopo David Bowie, Lemmy Kilmister e Scott Weiland, il 2016 continua a confermarsi un anno terribile per la musica. E’ scomparso ieri, all’età di 67 anni, Glenn Frey, chitarrista e fondatore dei leggendari Eagles.

Il grande musicista americano, come riporta il suo sito ufficiale, è morto a New York dopo aver combattuto una lunga battaglia contro un’artrite reumatoide, una colite ulcerosa acuta e una polmonite.
“Glenn fought a courageous battle for the past several weeks“, scrive la famiglia di Frey, “but, sadly, succumbed to complications from Rheumatoid Arthritis, Acute Ulcerative Colitis and Pneumonia. The Frey family would like to thank everyone who joined Glenn to fight this fight and hoped and prayed for his recovery. Words can neither describe our sorrow, nor our love and respect for all that he has given to us, his family, the music community & millions of fans worldwide“.
Gli Eagles nascono nel 1971 a Los Angeles e la formazione originale comprende Glenn Frey (voce, chitarra, tastiera, armonica), Don Henley (voce, batteria, percussioni, chitarra), Bernie Leadon (voce, chitarra, banjo, pedal steel, mandolino) e Randy Meisner (voce, basso, chitarra, guitarrón). “Their Greatest Hits 1971-1975“, prima raccolta di successi della band uscita nel 1976, è uno dei dischi più venduti della storia della musica, con oltre 42 milioni di copie.

Il loro stile, una miscela vincente di country, rock e hard rock, ha influenzato tantissimi musicisti in tutto il mondo, soprattutto grazie a “Hotel California“, per molti il loro album capolavoro, pubblicato nel 1976 e la cui canzone omonima è tutt’ora uno dei più grandi e conosciuti inni del rock moderno.
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la musica ha scandito il mio tempo da quando ho avuto orecchie per ascoltarla e apprezzarla. Quest’anno funesto mi ha già portato via due musicisti che hanno scritto alcune delle più belle pagine del mio passato,per fortuna resta sempre la loro grande splendida opera
Quella non passerà mai, davvero. Purtroppo il 2016 è iniziato davvero male, sotto questo punto di vista. Però possiamo ritenerci fortunati per aver ricevuto in dono da loro pezzi di arte lucentissima.