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#MusicaNuova: Intervista ai Celeb Car Crash

I Celeb Car Crash sono di Faenza, provincia di Ravenna, ma il loro sound arriva dritto da Seattle, dal grunge dei ’90, da quell’approccio crudo e scarno tipico della scena di Cobain e compagni. Sono in quattro, hanno un Lp e un Ep all’attivo e sono in procinto di pubblicare il terzo capitolo della loro breve storia artistica, ma giร  del tutto interessante. Nicola Briganti (voce, chitarra), Carlo Alberto Morini (chitarra, cori), Simone Benati (basso) e Michelangelo Naldini (batteria) hanno prodotto โ€œAMBUSH!โ€ (Antstreet Records) nel 2013 e l’ultimo โ€œยกMucha Lucha!โ€ (Sliptrick Records) nel giugno scorso, il cui singolo “Because I’m Sad” รจ stato registrato presso i Red Bull Studios di Londra dopo aver vinto il prestigioso concorso nazionale “Red Bull Tourbus Chiavi in Mano 2014” ed essersi affermati su 1700 band partecipanti. Il pezzo รจ stato in heavy rotation presso i piรน importanti network nazionali ed esteri, anche grazie al video realizzato assieme a Matteo Di Gioia.
Insomma, dalla fine del 2012 ad oggi i CCC hanno giร  ottenuto tanto, senza l’ausilio di scorciatoie e compromessi. Nell’attesa del nuovo disco ormai alle porte, li abbiamo incontrati per sapere qualcosa in piรน della loro storia. Ascoltiamoli.

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Ragazzi, circa tre anni fa tutti voi portavate avanti progetti diversi. Poi, per โ€œaffinitร  elettive e selezione naturaleโ€ siete arrivati ai CCC. Comโ€™รจ andata, in realtร ?
(Simone): In realtร  รจ andata davvero cosรฌ! Miky (batteria) conosce per caso ad un concerto Nick (voce-chitarra) e C.A. (chitarra) mentre stanno cercando di dare forma compiuta alle bozze del primo disco. Capiscono subito di avere nel loro bagaglio gli stessi riferimenti artistici e gli stessi obiettivi musicali. Poi, completato il disco, Miky (col quale all’epoca suonavo in un tributo ai Metallica) sapendo in realtร  dei miei gusti piรน rock/grunge, mi chiese se mi interessava buttarmi in questa cosa. Io gli ho risposto subito che non amo le domande retoriche, ed eccoci qua!

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I CCC al Ring Stage del Mei 2015

Vi definite una rock band ed รจ evidente che le maggiori influenze arrivano dritte dalla Seattle degli anni โ€™90. Sotto la scontata etichetta grunge cosโ€™altro cโ€™รจ, perรฒ?
(Simone): Sรฌ, la scena di Seattle degli anni โ€™90 รจ la stella polare del nostro sound, soprattutto per quanto riguarda Nick (il maggior compositore della band) e me, a cui poi aggiungerei altre band piรน rock-oriented sempre di quel periodo (tipo Faith No More e Stone Temple Pilots, Soundgarden, Queens Of The Stone Age). Negli altri due “brutti ceffi” che si celano sotto il monicker CCC, invece, batte un cuore piรน hard/heavy-rock visto che sono stati piรน volte sorpresi in bagno ad ascoltare con le cuffiette di nascosto Ac/Dc, Metallica e Kissโ€ฆ Stiamo ancora valutando l’adeguata punizione per questo.

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Lโ€™Ep โ€œยกMucha Lucha!โ€ e il suo singolo, โ€œBecause Iโ€™m Sadโ€, sembrano ammorbidire i toni rispetto a quella bomba che era il vostro primo disco, โ€œAMBUSH!โ€, del 2013. Eโ€™ davvero cosรฌ, secondo voi? A che punto vi sentite della vostra crescita artistica?
(Simone): Sรฌ รจ cosรฌ, sono piรน morbidi, ma รจ una cosa voluta: perchรฉ 2 di questi 3 pezzi sono stati scritti subito dopo la composizione del nuovo album di prossima uscita (anche se le canzoni di โ€œยกMucha Lucha!โ€ per una serie di vicissitudini e casualitร  sono stateย pubblicate prima) e ci sono servite come catarsi ed alleggerimento per riprendersi dal mood piรน cupo e violento del disco. Chi si aspetta un ingentilimento del nostro sound rimarrร  spiazzato! E a noi piace parecchio spiazzare…
Poi non ti saprei dire a che punto della nostra crescita artistica siamo: mentre si รจ in un viaggio senza meta, non sai mai quanta strada hai fatto e quanta te ne manca. Che poi รจ il bello dell’incoscienza tipica di ogni forma d’arte.

Una cosa che si chiede poco ai musicisti riguarda la loro strumentazione. Potete dirci quali chitarre preferite usare e perchรฉ? E quali sono gli effetti che vi piacciono di piรน? La domanda riguarda anche la sezione ritmica, ovviamente!
(Simone): Io adoro il mio basso Warwick che ho usato per tutti i generi che ho suonato negli ultimi 20 anni (grunge, prog, rock, metal). Si riesce ad adattare sempre a tutto coi dovuti accorgimenti di equalizzazione.
Per lโ€™amplificazione, Ampeg rimane ancora sopra di parecchie spanne alla concorrenza, soprattutto quando si parla di suono prevalvolare (io non amo l’eccessivo “calore” delle valvole nel suono del basso). Se poi attacchi una qualunque buona testata ad un cabinet 8×10 made in Usa della Ampeg (che purtroppo non sempre posso avere con me per i suoi problemi di stazza), capisci appieno il significato della frase “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”!!!
(Carlo Alberto): In ambito live usiamo prettamente Gibson, io ormai suono quasi sempre una Les Paul Standard del โ€˜92, alternandola ogni tanto con una Flying V. Nicola invece due Les Paul Standard, una del โ€™96 e una un poโ€™ piรน custom con top โ€œnatural woodโ€ difficile da vedere in giro. La scelta cade su queste per il suono caldissimo e corposo che riescono a restituire, inoltre sono (per noi) il modello piรน bello che sia mai stato creato, una vera opera dโ€™arte!
Come amplificazione usiamo entrambi Mesa Dual Rectifier 100w (ci piacciono i bassi โ€œciccioniโ€, si รจ capito?) con cabinet artigianali 2×12 (equipaggiati con Celestion Creamback e Vintage 30) e pedaliera TC Electronics NovaSystem.
Per il prossimo tour invece prevedo di stravolgere completamente tutto il setup per orientarmi su un sound piรน british, in modo tale da andare a completare maggiormente lo spettro sonoro attuale di Nicola e avere una risposta piรน ampia in fatto di frequenze.
Per quanto riguarda le recording session in studio, invece, il motto รจ โ€œvale tuttoโ€! In base al sound che vogliamo ottenere, per ogni brano utilizziamo vari tipi di chitarre e amplificatori: dalla Telecaster alle Les Paul arrivando alla Gibson 335, miscelando Bogner e Mesa con Fender Bassman e Marshall Plexi.
(Michelangelo): Io uso una batteria in alluminio della Vibe Drums, di cui sono Endorser. Misure 24×18, 12×10 e 18×16, rullante 14×7. Suono potente, preciso ed estetica stupenda! Come piatti uso solo Sabian ed Ufip mentre per le bacchette mi affido ad un produttore italiano di ottimo livello a nome Ideasfordrummer.

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A che punto siete con la scrittura del nuovo disco? Avete qualche anticipazione da darci?
(Simone): Come dicevo il disco รจ giร  pronto da un po’ย e le coordinate che lo definiscono meglio sono: piรน VARIO del nostro esordio, SPIAZZANTE per chi si aspetta un seguito di โ€œยกMucha Lucha!โ€, PUGNO IN FACCIA per chi ama il rock.

Siete stati tra le band protagoniste del Ring Stage al Mei 2015. Che idea avete (o vi siete fatta) della scena alternative rock italiana?
(Simone): La scena alternative rock italiana รจ per i miei gusti molto povera per quanto riguarda i nomi piรน conosciuti a livello nazionale (si contano con una mano: Lacuna Coil, Ministri, i primi Bluvertigo). Piรน in salute, invece, l’underground, ma qui poi mancano le strutture per poter dar visibilitร  a chi se la merita, e quindi rimane tutto statico in un fastidioso circolo vizioso di meriti schiacciati dall’indifferenza e di incapacitร  supportata da bombardamento mediatico.

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Secondo voi รจ vero che ormai, i talent televisivi hanno assunto oggi il ruolo che รจ stato delle etichette discografiche per tanti anni? Cioรจ, se non arrivi da un talent รจ impossibile avere promozione, serate, visibilitร  nazionale, fan baseโ€ฆ ?
(Simone): Secondo me รจ vero. In Italia poi sicuramente. Credo perรฒ uno ce la possa fare anche senza l’aiuto dei talent, ma in questo caso ti serve almeno la stessa quantitร  di fortuna rispetto al talento che hai (tempistiche giuste, qualcuno serio che creda in te con un budget decente che riesca davvero ad ascoltarti, tenacia sopra la media). Nonostante questo, i veri rockers italiani fortunatamente evitano i talent e lo faranno per sempre, credo.

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Mi dite tre nomi di gruppi o solisti che amate in maniera incondizionata e altri tre che invece detestate?
(Simone): A bruciapelo, e parlando per me perchรฉ so che i miei compagni di gruppo hanno idee diverse, direi su tutti Faith No More, Dredg, Alice in Chains (e Nirvana fuori classifica). Sotto tutti, invece, U2, Coldplay, Oasis (per citare per me i piรน sopravvalutati tra i superfamosi del “rock” internazionale).

Ultima domanda: il vostro rock parlerร  mai italiano?
(Simone): Mah non credo, ma mai dire mai nella vita… Certo che io trovo abbastanza fastidioso chi con un monicker inglese fa musica in italiano e anche chi in uno show fa un po’ di brani in inglese e un po’ in italiano. Magari solo una canzone per esperimento una volta nella vita si puรฒ anche fare, forse meglio se una cover in quel caso.

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