
Le fotografie di Ellen Rogers sono ambientate nelle brumose campagne inglesi delle prime storie dell’orrore. Le sue modelle potrebbero essere i fantasmi della letteratura ottocentesca che vagano per i boschi o le eroine di un romanzo delle sorelle Brontë, che vi passeggiano trasognate.
Del resto, Ellen Rogers è nata a Norfolk e vive alle porte del Parco Nazionale di Peak District: la natura inglese è la sua musa più importante, quella che le trasmette quel senso di perdita e di nostalgia che domina ogni scatto. Sensazioni come queste sembrano opprimenti ma in realtà richiedono una grande energia: le anime malinconiche sono anime traboccanti di vita.
Ellen Rogers non crede a niente che non sia razionale ma è legatissima al mondo sovrannaturale come evasione catartica, una favola che ci ricarica e ci riconnette col mondo. E poi, dobbiamo ricordarlo: le sue opere non conoscono la manipolazione digitale, in nessuna fase. Rogers è da sempre fedele all’analogico perché può produrre effetti imprevedibili, sfuggendo anche al controllo del fotografo più esperto: è un processo che riavvicina l’arte alla vita, con le sue meraviglie e le sue difficoltà.
E perché, come dice lei stessa in un’intervista, quando osserva un lavoro in digitale non può fare a meno di sospirare: “ah, this never happened”. (LL)
#FotoDelGiorno
#theparallelvision
Scopri di più da The Parallel Vision
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
