Arte Cultura Festival

E’ iniziata la sesta edizione del Festival Internazionale di Storytelling. La nostra intervista a Paola Balbi, ideatrice dell’evento

Il Festival Internazionale di Storytelling taglia il traguardo della sesta edizione e si terrà fino al 27 settembre presso il Parco Regionale dell’Appia Antica a Roma, con un programma ricchissimo di eventi esclusivamente basati sull’oralità.

La splendida iniziativa è opera di Paola Balbi, fondatrice della compagnia di storytelling “Raccontamiunastoria” e curatrice, assieme a Davide Bardi, della manifestazione che raccoglie ogni anno migliaia di persone attorno a cantastorie provenienti da tutto il mondo che raccontano attraverso la sola comunicazione orale le vicende delle proprie terre e dei propri vissuti, grazie a cui si costruiscono tolleranza, comprensione e integrazione. Mai come quest’anno, quindi, il Festival di Storytelling va a coprire i temi attualissimi dell’ascolto e della comunicazione tra popoli.

Abbiamo incontrato Paola per farci raccontare qualcosa in più sul suo festival. Ascoltiamola.

Paola Balbi, ideatrice del Festival Internazionale di Storytelling
Paola Balbi, ideatrice del Festival Internazionale di Storytelling

Paola, raccontami la storia di questo festival
La prima edizione dell’evento è stata nel 2009 a Roma e l’idea è stata mia, che sono la fondatrice della compagnia di storytelling “Raccontamiunastoria”, la prima del genere in Italia. Personalmente ho scoperto lo storytelling, cioè il racconto orale improvvisato, a Londra e lì ho capito come fosse un movimento culturale diffuso in tutto il mondo, partito dagli Stati Uniti negli anni ’60 insieme alle altre avanguardie teatrali. In pratica si tratta della ripresa sistematica dell’arte dei cantastorie.

Quindi ha radici molto lontane
Sì. Diciamo che il movimento nasce in maniera organizzata, appunto, negli anni ’60. Poi col diffondersi della televisione si comincia a perdere l’arte del racconto orale. Allora alcuni intellettuali negli Stati Uniti si propongono di far rivivere, catalogare e collezionare i racconti delle varie popolazioni che erano emigrate lì, in quanto rappresentavano un corposo patrimonio culturale. Si cominciano così ad organizzare i primi incontri di storytelling e i primi festival. Poi, per vicinanza di lingua, questi si diffondono anche in Inghilterra a partire dagli anni ’70. In paesi mediterranei come Italia, Grecia e Spagna, invece, si inizia a parlare di storytelling solo negli anni ’90.

hgfhgfjfgf
Ho letto che il tema di quest’anno solo “gli Dei e il Mondo”. Mi spieghi perché?
Lo storytelling si occupa molto, tra le altre cose, anche delle leggende e dei miti di fondazione. Questi ultimi hanno parecchio a che vedere con l’identità culturale di un popolo, ma anche con la capacità di comprensione della storia e della cultura dell’altro. C’è un motto che recita “se tu conosci la storia dell’altro, non puoi non amarlo”. Quindi in un momento come questo, in cui c’è una grande tensione legata soprattutto a pregiudizi culturali e religiosi, fare un festival che porta a conoscere le storie dietro alle credenze dei popoli è un modo per comprenderli e favorire l’integrazione.

Un tema attualissimo, quindi. Mai come quest’anno
Esatto. Poi il festival non ha alcuna connotazione religiosa, ovviamente. E’ solo di intrattenimento.

nbnmbh76675
Chi parteciperà al festival?
Cantastorie provenienti da ogni angolo del pianeta. Gli artisti appartengono tutti alle varie federazioni di storytelling sparse per il mondo: europea, asiatica, americana, canadese e così via. Sono tutti professionisti del movimento internazionale dello storytelling. Ad esempio, per la prima volta in Italia abbiamo un’artista coreana che racconterà le storie fondanti del confucianesimo. Una grande storyteller inglese e giamaicana che narrerà delle tradizioni, delle superstizioni e dei miti caraibici. Uno proveniente dal mondo celtico, due ragazzi sloveni che raccontano la tradizione cristiana-popolare del loro paese. Insomma, una rappresentanza davvero grande di tanti luoghi del mondo diversi.

A livello di collaborazione con le istituzioni pubbliche, com’è andata?
Il festival gode, sin dall’inizio, di grandi appoggi e grandi entusiasmi da parte di pubblico e stampa e di alcune istituzioni che lo hanno sposato e lo continuano a sostenere, come ad esempio l’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica. A sorpresa, anche di alcuni ordini religiosi progressisti, come i Francescani, che ci appoggiano e ci danno spazio nelle loro chiese e nei loro giardini. Però c’è sempre stata grandissima difficoltà nel finanziamento. Dal 2009 ad oggi, infatti, abbiamo vinto un solo bando del comune di Roma, nonostante siamo un festival che fa ogni anno circa 3000 presenze. E nonostante riceviamo i finanziamenti da parte della comunità europea. Questo significa che evidentemente il progetto è valido. Quindi non capisco come mai il comune di Roma non appoggia il festival come merita.

bhgvtyfty
Per un festival giunto alla sesta edizione è un po’ strano, in effetti
Ogni anno facciamo circa 40 spettacoli con artisti che provengono da tutto il mondo. L’appoggio, invece, ce lo abbiamo dal comune di Bolzano, dove dal 2012 facciamo un’altra edizione del festival e che ha proprio comprato e sposato il progetto e da allora, lo sostiene ogni anno.

Ho visto che c’è anche uno “Speciale Bambini”
Premetto che lo storytelling è un’arte per tutti, essendo un genere performativo, anche se l’80% della programmazione del festival si rivolge a un pubblico adulto. Ma ci sono anche degli eventi dedicati ai bambini e alle fasce dell’infanzia. In particolare, c’è un programma a parte che si svolge la mattina di sabato e domenica e nel pomeriggio fino alle 18 dove ci sono eventi anche per bambini nella fascia d’età 0-36 mesi. Sono appuntamenti interattivi, con musica dal vivo e laboratori.

13214321sfdzdf
Quali novità ci sono, per questa edizione 2015?
Ci sarà un laboratorio professionistico di formazione per chi si vuole avvicinare all’arte dello storytelling, una masterclass di tre giorni per imparare a raccontare storie in maniera professionale. E come sempre, il festival sarà al 100% incentrato sull’oralità. Quindi nessun corso di scrittura, né di teatro di narrazione, ma solo racconto di storie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: