Cinema

Comincia “Kiss Me Deadly”, la kermesse interamente dedicata al noir. L’intervista a Leopoldo Santovincenzo, curatore delle “Dark Nights” di cinema

Ve lo abbiamo anticipato la settimana scorsa ed eccoci qua, come promesso, con l’intervista a Leopoldo Santovincenzo, il curatore delle “Dark Nights” di cinema all’interno di “Kiss Me Deadly“, la prima kermesse interamente dedicata al noir. L’evento comincia oggi a Campobasso e continuerà fino al 29 agosto con appuntamenti di letteratura, incontri con autori, critici e coordinatori artistici, teatro e ovviamente, cinema.
Leopoldo lavora in Rai dal 1989 come autore, regista e consulente per la programmazione. Dal 2008 è responsabile della programmazione cinema per Rai 4, mentre nel 2011 crea “Wonderland“, una trasmissione che tratta di cinema, serie tv, videogiochi e fumetti di fantascienza e generi affini, assieme a Carlo Modesti Pauer.
Abbiamo fatto due chiacchiere con lui in occasione della partenza di “Kiss Me Deadly” parlando di noir, cercando di dare a questo genere una definizione e una collocazione temporale e di come nel corso dei decenni si sia evoluto e abbia cambiato pelle, mantenendo intatta la sua anima ambigua.
Ascoltiamolo.

Leopoldo, da dove nasce l’idea di “Kiss Me Deadly”?
Siamo partiti dalla base di un’esperienza comune con un po’ di associazioni culturali a Campobasso, fatta l’anno scorso per il ventennale di “Giovani, Giovanotti e Giovinastri“, un appuntamento storico per il Molise, coronato da una buona partecipazione popolare. Dopo questo evento è rimasta la voglia di tornare a lavorare insieme e quindi di creare una sorta di “numero zero” di una manifestazione che, con un po’ di fortuna e l’aiuto degli enti pubblici, potrebbe diventare fissa.

Leopoldo Santovincenzo (a sinistra)

Leopoldo Santovincenzo (a sinistra)

Il tema della kermesse com’è stato scelto?
Siamo partiti un po’ dai gusti e dagli interessi personali, ovviamente. E un po’ perché “noir” è una parola difficile da perimetrare, ma molto popolare. Negli ultimi anni si parla spesso di film e di romanzi noir, anche abusando del termine! Da parecchio tempo, gli esperti dibattono su cosa sia davvero il noir, da dove arriva, come nasce. La brochure di presentazione dell’evento si apre con una citazione di Paul Schrader, grande regista e sceneggiatore, che ha scritto tra l’altro un saggio che si intitola “Note sul Film Noir” e che si chiede in effetti cosa sia davvero, il noir. Questo genere si distingue per un tono, un “mood”, qualcosa quindi di impalpabile, difficile da definire. Abbiamo deciso di provare ad approfondire quale sia lo stato dell’arte del noir oggi.

Il noir allora quando nasce e come si sviluppa?
Convenzionalmente, la genesi del noir si colloca all’inizio degli anni ’40 con alcune trasposizioni cinematografiche di classici della letteratura, come quelli di Raymond Chandler, ad esempio. Era un periodo distinto da condizioni storiche e sociali piuttosto particolari. E il noir assume immediatamente uno “sguardo”, quella che diventa la sua caratteristica principale, la sua essenza e si distingue subito per una restituzione di spaesamento, di disagio, paura. Di difficoltà a definire la propria identità all’interno di uno scenario in cui il bene e il male spesso sfumano l’uno nell’altro.

Leopoldo Santovincenzo (a sinistra)

Leopoldo Santovincenzo (a sinistra)

E poi cosa avete fatto?
Partendo da questa idea classica di noir, abbiamo pensato di andare a fare una piccola verifica dello stato attuale di questo genere, in particolare nel cinema, nella letteratura, nella serialità televisiva e nel teatro. Questo è stato “il movente”.

E da questa verifica cosa ne è uscito?
Beh, esistono generi che hanno una parabola ben precisa e delimitata, nel senso che nascono e poi vanno verso un crepuscolo. Come il western, ad esempio. Altri invece, come la commedia, proseguono incessantemente. Il noir si situa un po’ a metà, in quanto non esattamente un genere e neanche un sottogenere, ma che possiede comunque uno sguardo e uno stile quasi più importanti delle storie che vengono narrate. Quello che è emerso è che il noir è stato in grado di attraversare, durante i periodi difficili dell’umanità (guerre, crisi economiche, scandali) tutta la storia del cinema. E guarda caso in questo momento, quando siamo andati a fare la verifica di cui parlavamo prima, abbiamo trovato molti film noir interessanti che non sono più quelli classici, ma sono cambiati sul piano estetico. Proprio adesso che viviamo un altro momento di crisi globale. Questo vuol dire che il noir attraversa trasversalmente tutta la storia del cinema trasformandosi, cambiando.

Una scena di "Mud"

Una scena di “Mud”

In che modo?
Mud“, uno dei film che presentiamo nella kermesse, è ad esempio una pellicola molto solare, in cui i tratti del noir classico degli anni ’40 come l’oscurità, la nebbia e i toni cupi non esistono perché c’è sempre il sole che splende. Eppure è un noir a tutti gli effetti! Quindi torna il tema dello sguardo, che in quanto tale non può esaurirsi ma può soltanto cambiare ed evolversi.

I film che fanno parte delle “Dark Nights” come sono stati scelti?
Dovevano essere film molto recenti, al massimo di due o tre anni fa. Soprattutto americani, ma anche francesi, italiani e orientali. Dopo questa prima selezione, sono andato a pescare film che portano contemporaneamente un elemento di continuità e un altro di novità. Come in “Mud“, in cui apparentemente siamo lontani da quello che si può definire un noir. Ma in realtà abbiamo un personaggio inquieto, braccato, con un sogno impossibile da realizzare e che mette in atto una specie di meccanismo di “seduzione” nei confronti di un gruppo di ragazzini, che trasmette ambiguità allo spettatore. Oppure in “Fuochi d’Artificio in Pieno Giorno“, un film cinese con tutti gli elementi del noir classico ma che si svolge nell’estate del 1999, in una Cina settentrionale completamente innevata. Ho deciso di chiudere le “Dark Nights” con quest’opera proprio perché sommava la totale improbabilità, rispetto al noir classico, del contesto con una drammaturgia che invece era completamente interna a quell’immaginario.

Una scena di "Fuochi d'Artificio in Pieno Giorno"

Una scena di “Fuochi d’Artificio in Pieno Giorno”

In conclusione, mi dici un elemento che secondo te deve essere immancabile, in un film noir?
Ti rispondo partendo da “Doppelganger“, lo spettacolo teatrale che chiuderà “Kiss Me Deadly” e che in sostanza significa “doppio”. Proprio la duplicità è un tema classico del noir, perché il doppio è un individuo che improvvisamente si divide. E in termini drammaturgici lo trasforma in due persone. Ma all’interno c’è un’intuizione e cioè che, come per il Dottor Jekyll e Mr. Hyde, il buono e il cattivo non sono due persone separate ma convivono dentro lo stesso corpo. Quindi l’idea del doppio, della coesistenza del bene e del male all’interno di un unico personaggio, che sia l’eroe o l’antieroe, è quello che secondo me non può mancare in un film noir.

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