Florence Henri. Chi era costei? Un’artista, intanto. E una fotografa, poi. Una delle più grandi, che col suo sguardo ha attraversato il secolo scorso fino ad arrivare qui, al Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano in Viale Enrico De Nicola 79, dove dal 5 maggio c’è una splendida mostra monografica a lei dedicata che rimarrà aperta fino al prossimo 31 agosto.

L’evento, promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, Il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma, in collaborazione con Electa, è curato da Giovanni Battista Martini cui si deve, insieme ad Alberto Ronchetti, la riscoperta negli anni ’70 della fotografa americana, nata a New York ma cresciuta in Europa tra Roma, Berlino e Parigi.

140 gli scatti esposti, di cui un nutrito gruppo riguarda la Roma antica e restituisce una dimensione teatrale della città, che si sposa con gli spazi monumentali delle antiche aule termali. Si tratta di scatti realizzati durante uno dei suoi numerosi viaggi in Italia, quello del 1931-32, e poi ricomposti con la tecnica del fotomontaggio in sede di sviluppo e stampa delle fotografie, così da ricreare situazioni ambientali altre dal vero. Rappresentano, inoltre, il forte impulso sperimentale che distingue il lavoro della fotografa.

La prima parte della mostra mette in risalto una delle caratteristiche principali del suo lavoro, ossia quella di costruire nuove realtà visive che rimandano una all’altra. Un particolare effetto che ottiene con specchi o frammenti di specchio, tali da costringere lo spettatore a un’indagine tra realtà e finzione. A un primo sguardo, non ci si rende conto di come l’intera immagine sia una realtà ricostruita. In questo nucleo di fotografie si rivela, più che altrove, il suo ruolo di innovatrice “metafisica”, più che surrealista, attraverso la creazione di veri e propri enigmi visivi che si confermano nella serie con ombre e riflessi, dove Florence Henri lavora con più scatti sullo stesso negativo.

La mostra si chiude con una carrellata di ritratti non solo delle personalità che, come lei, hanno segnato il panorama artistico delle Avanguardie del Novecento, ma anche delle modelle fotografate in set completamente creati dalla Henri, persino nella definizione degli accessori.

“Florence Henri” è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19.30, tranne il lunedì. Il costo del biglietto è di 10 Euro più spese di agenzia ed è valido 3 giorni per la visita di 4 siti (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano). Ridotto 6,50 Euro più spese di agenzia.
Ulteriori dettagli sulla mostra sono disponibili collegandosi al sito www.archeoroma.beniculturali.it.
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