Arte

Dentro “Rock Motel”, l’art book pubblicato da Squame, con l’intervista all’illustratrice Rita Petruccioli

Non è la prima volta che ce ne occupiamo. Dopo la nostra intervista a Francesca Protopapa, fondatrice della casa editrice Squame e ideatrice del progetto “Rock Motel“, abbiamo incontrato anche chi ha preso parte alla realizzazione pratica dell’art book dedicato alla musica e all’illustrazione.
Rita Petruccioli è una giovane artista che lavora da anni nel settore. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma, Rita collabora con alcune delle più importanti case editrici italiane ed estere, è un’illustratrice freelance e, tra le tante attività, pubblica libri di illustrazioni per bambini.
Abbiamo incontrato Rita per parlare di “Rock Motel“, del suo lavoro su Jarvis Cocker, leader del Pulp, inserito nel libro, del suo modo di intendere l’arte e dei progetti futuri che l’attendono, non senza qualche apprensione.
Ascoltiamola.

Rita, com’è andata la tua collaborazione per Rock Motel?
Beh, devo dire che non sono particolarmente soddisfatta dell’illustrazione che ho fatto per questo art book. Ci tenevo tanto, mi piacciono da morire il progetto e l’idea, però mi sono fatto prendere un po’ dall’ansia da prestazione!

Come mai?
Non è facilissimo rappresentare un cantante, trasmettere il suo universo. Nel caso di Jarvis Cocker ho intellettualizzato troppo la cosa! E’ una persona che io seguivo quando ero ragazza e quindi ho un’immagine giovane di lui. Invece, visto che è ancora sulla piazza musicale, mi sono posta il problema di descriverlo com’è adesso, anche se non lo seguo più. Allora ho cominciato a pensare a lui vecchio, però con lo spirito giovane… E insomma, ho fatto tilt e sono entrata in crisi!

Questo poteva essere un ostacolo anche per gli artisti che si sono occupati, ad esempio, di Damon Albarn o degli Oasis…
Sì, ma loro non si sono posti il problema! (ride) Ho fatto tutto da sola! Inoltre, una delle ragazze che partecipa a “Rock Motel” mi ha raccontato di una volta in cui incontrò Jarvis Cocker fuori da un concerto a Parigi e lui fu molto carino. Insomma, mi ha dato una visione di lui molto più parentale e da padre di famiglia, mentre io me lo immaginavo in una situazione orgiastica! Quindi mi sono fatta un po’ condizionare. Poi, alla fine, scremando da tutte queste cose, l’immagine che ho dato è fondamentalmente quella che esce dai suoi video degli anni ’90: di presenza e non presenza. E secondo me rappresenta bene il suo essere dandy. Infatti nella mia illustrazione si vedono due persone sullo sfondo che stanno facendo l’amore e tu non sai se è la sua stanza, dove anche Cocker sta per partecipare a qualcosa, o se è la stanza di qualcun altro dove lui si è intrufolato. Cercando di non pensare al padre di famiglia, ma solo alla rockstar!

Rita Petruccioli - Jarvis Cocker

Rita Petruccioli – Jarvis Cocker

Quanto tempo ci hai messo a completare il lavoro?
Circa 5 giorni. Noi, come illustratori, difficilmente abbiamo tempi dilatati per concludere un’opera. Lavoriamo sempre sul breve perché intorno ci sono scadenze di altro tipo e quindi poi hai effettivamente poco tempo per finire.

La collaborazione con Francesca Protopapa come è nata?
Lei mi ha contattata intorno a dicembre scorso con una mail che spiegava il progetto di “Rock Motel”. Ci dava la possibilità di scegliere tra 5 cantanti. Ognuno di noi, poi, ha dato le sue preferenze e lei, alla fine, mi ha assegnato Jarvis Cocker.

Tu come ti definiresti: illustratrice o fumettista?
Bella domanda! Io mi definisco illustratrice, però adesso sto iniziando un nuovo percorso con la realizzazione di un fumetto. E per me questa cosa è totalmente coerente con il fatto che sia l’illustratore che il fumettista raccontano storie. Quindi fondamentalmente mi definisco una narratrice per immagini. Distinguere le due categorie secondo me serve più a vendere o ad affidarti dei progetti. Sono categorizzazioni esterne, piuttosto che legate al lavoro stesso dell’artista.

E tu che tipo di narratrice sei? Ad esempio, per uno che di illustrazione non sa nulla, il tuo lavoro su Jarvis Cocker come lo definiresti?
Cavolo, sai che non saprei rispondere! La cosa più spontanea che mi viene da dire è che sono una disegnatrice molto grafica, perché comunque ci sono sempre dei punti geometrici in cui mi ritrovo. Però dire che magari appartengo a una corrente o qualcos’altro, non me la sento.

Rock Motel

Rock Motel

Quando hai cominciato a disegnare?
Disegno da quando ero piccola. Poi, mentre frequentavo l’Accademia di Belle Arti, ho capito che volevo fare l’illustratrice. E’ successo durante un Erasmus in Francia, in cui ho trovato professori preparatissimi che mi chiedevano “Ma tu che cosa vuoi dire, col tuo lavoro?”, dando quindi molta più importanza alla sostanza piuttosto che alla forma. In Italia, invece, avviene l’esatto contrario. Comunque quella domanda mi fece entrare in crisi totale perché non lo sapevo! E in questa crisi, che mi ha fatto benissimo, ho capito che volevo raccontare delle storie e quindi quello che facevo era illustrazione. Da quel momento in poi, più o meno da quando avevo 22 anni, ho cominciato questo percorso.

Tu lavori più con i colori o col bianco e nero?
Uso spesso anche il bianco e nero, ma amo soprattutto il colore. E poi lavoro prevalentemente col computer, per campiture piatte, usando Photoshop e tavoletta grafica. Il computer ha questa cosa fantastica che si chiama “Mela Zeta”, cioè il comando su Mac che ti permette di tornare indietro sull’ultima cosa che hai fatto! Purtroppo, invece, quando lavori in originale e magari stai inchiostrando e sbagli, ti senti frustrato perché non c’è modo di rimediare… E lì non puoi far altro che attaccarti! Anche se poi, per fortuna, il modo di risolvere si trova sempre.

Puoi parlarci del fumetto che stai realizzando?
Ci sto lavorando, quindi posso dirti molto poco. Sto collaborando con uno sceneggiatore, Giovanni Masi, che appunto ha scritto la storia e sarà pubblicata da Bao Publishing. Sarà comunque una cosa che mi impegnerà per un tempo molto lungo e dovrebbe uscire da qui a un anno. Rispetto all’illustrazione, in cui faccio dei progetti molto veloci, stavolta ho più tempo a disposizione, anche se sono più pagine ed è una cosa più difficile. Infatti sono abbastanza spaventata! Però il fatto di avere ancora un anno davanti mi tranquillizza. Poi magari chiamerò uno psicologo che mi farà anche da biografo!

Rita Petruccioli

Rita Petruccioli

Annunci

7 risposte »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...