Libri: Gabriele Barbati, “Contro la mia volontà” (Paesi Edizioni)

Si intitola “Contro la mia volontà” uno degli ultimi libri usciti in libreria per Paesi Edizioni e firmato da Gabriele Barbati.
Il libro ha scoperchiato una situazione diffusa in tutta Italia.
Un testo che raccoglie documenti e testimonianze inedite sul caso dei “cimiteri dei feti”.
A partire da quello del Flaminio di Roma.
Libri: “Contro la mia volontà. Aborti impossibili, sepolture di feti e altri scandali”
Dopo un’accurata analisi Barbati ci restituisce un quadro approfondito di quella che è la realtà del post aborto in Italia.
Basato su documenti e testimonianze inedite.
Il libro fa luce su una delle conseguenze meno note della legge 194 del 1978 sull’interruzione di gravidanza:
l’esistenza di cimiteri di feti all’insaputa delle donne interessate
E solleva alcuni interrogativi su una questione ancora irrisolta.
Che ne è di un feto, dopo l’aborto?
Ci siamo mai posti questa domanda?
Non prima del 2020, anno in cui 2 donne di Roma trovano delle croci di alluminio con il loro nome e cognome, e lo denunciano.
Cosa è successo?
Una norma di cui nessuno sembra a conoscenza obbliga a seppellire i “prodotti abortivi” oltre i 5 mesi di gravidanza.
Questo libro-inchiesta riparte da quelle croci del Cimitero Flaminio, che vanno indietro di decenni e sono migliaia.
E fa emergere la realtà delle sepolture di feti in tutta Italia.
Gabriele Barbati ricostruisce la vicenda attraverso documenti e testimonianze dirette delle pazienti che hanno interrotto la gravidanza.
Una storia collettiva in cui agiscono anche:
- attiviste contrarie e favorevoli all’aborto
- avvocati in cerca di giustizia
- ginecologhe in lotta per i diritti
- funzionari sanitari
- impiegati cimiteriali
- medici obiettori
- politici conservatori
Insieme a Flavia Cappellini, Gabriele Barbati è autore del podcast di “Domani” prodotto con Emons Record “20 settimane”.
Un’inchiesta sul campo con le testimonianze di chi ha scoperto i propri nomi su quelle croci.
“Contro la mia volontà“, tra i più recenti libri da leggere, è indubbiamente un’opera affascinante e di grande spessore.
L’autore
Gabriele Barbati è un giornalista ed è stato corrispondente di SkyTG24 e di Radio Popolare da Pechino e delle reti Mediaset da Gerusalemme.
Oggi vive a Roma, dove lavora per Euronews.
Nel 2020 ha pubblicato il romanzo-inchiesta “Ho immensamente voluto” (Funambolo Edizioni), Premio Europa in Versi per la Narrativa nel 2021.
Scheda del libro
- Gabriele Barbati, “Contro la mia volontà. Aborti impossibili, sepolture di feti e altri scandali”
- Edizioni: Paesi
- Pagine: 224
- Euro: 16,00
- Codice ISBN: 9791255410522
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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Egregio direttore,
Leggo del libro di Gabriele Barbati sui cimiteri dei feti abortiti e, da attivista pro life ormai da trent’anni, mi permetta un intervento di replica: non conosco lo stile e il contenuto dell’opera nei dettagli, mi è sembrato però che ci fosse di fondo una onestà intellettuale di fronte al problema aborto, quando si evidenziano i due “schieramenti”, uno a favore e l’altro contrario. Non si tratta di catalogare chi è per la vita sempre, come me, tra gli intransigenti, ma tra chi crede veramente alla bellezza del bambino concepito e al privilegio che la donna ha della maternità. È evidente che una gravidanza inattesa può sconvolgere i piani di una donna a qualunque età, finché però si pensa che la soluzione di tutto sia l’eliminazione del bambino non si è capito, purtroppo, che la conseguenza di tale gesto ricade alla fine, sempre e soltanto, sulla donna . La prova di tutto ciò sono proprio i cimiteri dei feti abortiti dei quali parla Gabriele Barbati. A cosa servono e perché esistono? Ci sono alcune regioni in Italia che prevedono che i bambini abortiti non vengano smaltiti come rifiuti ospedalieri, ma vengano loro riconosciuti l’onore e la pietà che in una società civile di solito vengono riconosciuti alle persone umane(e talvolta anche agli animali domestici). Perché esistono i cimiteri dei feti abortiti? Perché ci sono delle donne che per decenni si colpevolizzano e soffrono drammaticamente per l’aborto che hanno deciso di avere, quando, spesso in solitudine, credevano che quella fosse l’unica soluzione alla sorpresa di una gravidanza inaspettata. Il rimorso che le accompagna e che ha bisogno di essere risolto con la psicoterapia, può trovare una sorta di sollievo riconoscendo l’atto che si è compiuto, dando un nome al bambino che è stato abortito, avendo un luogo sul quale piangere la perdita. Ben venga quindi la diffusione dell’informazione: esistono i cimiteri dei feti abortiti che non rappresentano la volontà di offendere e di umiliare nessuno, che non hanno una valenza macabra, ma sono un monito per la nostra società, perché tutti sappiano che l’aborto è una strada di dolore.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it
Ho letto la presentazione del libro e non posso che dispiacermi che si cerchi ancora un pretesto per legittimare la prevaricazione di un “forte” su un “debole”, in questo caso la volonta’ della madre (davvero consapevole del sua scelta?) sulla Vita o la Morte del figlio, qualsiasi sia la sua eta’ gestazionale. Certamente la sepoltura dei figli abortiti e’ uno scandalo (letteralmente=inciampo) per chi vuole schiacciarne il ricordo oltre che la loro esistenza terrena,ma tuttavia e’ un atto di civilta’ e di grande coraggio quello di restituire a tutti la Memoria di questi piccoli innocenti che potrebbero essere i figli di tutti noi.