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Musica, recensione: “Beninconia” di Alessio Pizzotti

"Beninconia" è un viaggio tra i ricordi che producono un respiro fiero, che regala emozioni serene

Musica, recensione: “Beninconia”, il nuovo disco di Alessio Pizzotti

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La malinconia non è una tristezza qualsiasi.

Come scriveva Victor Hugo: “La malinconia è la felicità d’essere tristi“.

Una tristezza dal sorriso mesto, vereconda e senza strepitii, densa di riflessioni ben capaci di arricchire.

Quasi pioggia fertile che si alterna al sole della gioia.

La “Beninconia” di Alessio Pizzotti

La “beninconia“, invece, non è un ricordo che rende tristi, ma una memoria che produce un respiro fiero, che regala emozioni serene.

Ed è quello che Alessio Pizzotti, pianista, ci dona col suo album uscito lo scorso 3 maggio su tutte le piattaforme digitali. 

30 minuti per 8 pezzi, come un taccuino di viaggio fatto di appunti, fotografie istantanee.

Un diario segreto svelato sotto forma di musica.

Protagonista un pianoforte, accompagnato da archi e sonorizzazioni elettroniche.

Composizioni che si stagliano come ricordi appesi sulle pareti della nostra stanza intima e personale.

Quadri che ci raccontano della Capitale francese, accompagnati dagli archi e da una fisarmonica, come se fossimo gli spettatori di piroette sotto la torre di ferro luminosa.

Come se guardassimo “Oltre Parigi“, dal finestrino “Tra le nuvole” dell’aereo verso casa.

Casa dove ci sono i ricordi, re-cordis. Per poi ripassare dal cuore con “Nonnì“, un dolce omaggio a chi da sempre ci ha visto nascere, prima di essere al mondo.

Dove c’è il proprio paese natio fatto di roccia, di groppe di mulo, di scalinate, di vicoli e di valli selvatiche.

E poi c’è l’amore, sempre l’amore, che move il sole e l’altre stelle, che mastica, sputa, che è una resa alla battaglia degli addii ove se ne esce “Sopravvissuti“.

E allora “Dammi pace” nella resa con l’inizio dei baci, nell’incrocio di dita in “Bacio sulla mano“.

A chiudere e finire sempre come si era iniziato, in un cerchio che creano le mani.

Laddove la cover dell’album ce lo richiama.

Ché la luce è possibile vederla solo se esiste il buio. 

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“Beninconia” su Spotify

Informazioni

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