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Van Gogh, a ottobre l’attesissima mostra a Palazzo Bonaparte

Van Gogh, a ottobre l’attesissima mostra allestita a Palazzo Bonaparte

Palazzo Bonaparte si prepara a ospitare una mostra sublime dedicata a Vincent Van Gogh, l’incredibile maestro olandese che sarà protagonista di uno dei prossimi eventi a Roma impossibili da lasciarsi sfuggire.

L’appuntamento, prodotto e organizzato da Arthemisia, arriva dopo l’ultimo incontro tra il maestro dell’Impressionismo e la Città Eterna nel 2016-2017 al Palazzo degli Esami con “Van Gogh Alive – The Experience“.

Finalmente, quindi, il pubblico potrà tornare ad ammirare dal vivo i capolavori del celebre pittore che sarà protagonista di uno dei maggiori eventi a Roma dei prossimi mesi.

l’inaugurazione della mostra di Van Gogh a Roma è in programma il prossimo sabato 8 ottobre 2022 presso gli spazi di Palazzo Bonaparte, a Piazza Venezia.

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Vincent van Gogh, Notte stellata (Saint-Rémy, giugno 1889); olio su tela, 73,7×92,1 cm, Museum of Modern Art, New York. F 612, JH 1731.

Vincent Van Gogh

Il genio di Van Gogh è riconosciuto in tutto il mondo.

Autore di quasi 900 dipinti e di oltre 1000 disegni, oltre all’enorme produzione di schizzi e bozzetti molti dei quali mai terminati, Vincent Van Gogh è stato uno dei più grandi pittori del XIX secolo, in grado di influenzare profondamente l’arte di tutto il secolo successivo.

Van Gogh iniziò a dipingere solamente all’età di 27 anni, realizzando inoltre le sue opere più famose durante gli ultimi 2 anni di vita.

I suoi soggetti preferiti erano nature morte, ritratti e autoritratti, paesaggi che ritraevano campi di grano e girasoli, dipinti con cipressi.

Gli anni di Parigi, Impressionismo e post-Impressionismo

Fondamentale per l’artista olandese fu il suo soggiorno a Parigi del 1886-1887, dove fu letteralmente travolto e conquistato dai nuovi stimoli pittorici che fiorivano nella capitale francese.

Al centro di un contesto proteiforme in cui era possibile venire contaminati da tantissime influenze e stimoli diversi, Van Gogh assimilò la pluralità di spunti creativi che la metropoli parigina gli offriva.

E anziché schierarsi apertamente per questa o quella corrente, il pittore “rubò” e combinò tra loro gli elementi a lui più congeniali dando vita a uno stile originalissimo e fortemente personale.

[…] Per proseguire nella metafora di Zola: a Parigi van Gogh si accorse che c’erano infiniti vetri colorati a sua disposizione quando si trattava di affrontare quella finestra nota come dipinto. Tuttavia, e questo è un punto centrale di tutta la sua opera, non chiude mai quella finestra, cosa che renderebbe impossibile la visione e che costruirebbe il quadro soltanto sul ricordo, sull’immaginazione dell’artista“.

Rainer Metzger

Tuttavia Van Gogh intendeva l’arte moderna come quella proposta dalla Scuola di Barbizon, ovvero da pittori come Corot, Millet, Delacroix, Jean François Aschemlsch.

A differenza dell’Impressionismo, Van Gogh non si concentrò sull’utilizzo di colore e materia in funzione della mobilità della luce. Cercava sì di raccontare il reale in maniera immediata, ma le sue pennellate andavano a donare più forza e impeto alle sagome dei suoi soggetti, rinunciando quindi alle cromature più leggere degli impressionisti.

In questo infatti Van Gogh si può definire un post-impressionista, proprio perché riesce a superare gli schemi classici precedenti con la creazione di opere più vigorose ed emozionali, in grado di mettere in risalto il sentire profondo del pittore.

Arles e le opere più celebri

Fu tuttavia dopo il suo trasferimento ad Arles nel febbraio 1888 che Vincent Van Gogh raggiunse l’apice della sua produzione creativa.

Nella città del mezzogiorno francese infatti il pittore di Zundert riuscì a realizzare 200 dipinti e un altro centinaio di opere, tra acquerelli e disegni.

Ad Arles, Van Gogh diede luce a capolavori immortali come:

  • La sedia di Vincent (1888)
  • La camera di Vincent ad Arles (1888)
  • Il caffè di notte (1888)
  • Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles (1888)
  • Notte stellata sul Rodano (1888)
  • la serie dei Girasoli (1888-1889)

La morte: il mistero del suicidio

Vincent Van Gogh muore la notte del 29 luglio 1890, a 37 anni. Ancora oggi sono oscure le circostanze del decesso.

Stabilitosi ad Auvers-sur-Oise, un villaggio a circa 30 km da Parigi, l’ipotesi più accreditata riguardo la sua morte racconta che l’artista fece ritorno nella locanda dove alloggiava la sera del 27 luglio, sofferente e ferito.

L’indomani Van Gogh confessò al signor Ravoux, gestore della locanda, di essersi rivolto un colpo di pistola allo stomaco mentre si trovava nei campi a dipingere. Era disteso sul suo letto e sanguinava copiosamente.

Al dottor Gachet raccontò di aver tentato con coscienza il suicidio. E che se stavolta non ci fosse riuscito, ci avrebbe riprovato.

La notte del 29 luglio, intorno all’1.30, esalò l’ultimo respiro.

Un’altra ipotesi dice tuttavia che il pittore sarebbe stato colpito da un proiettile sparato accidentalmente dalla rivoltella di 2 ragazzi che si divertivano a tormentarlo giocando con la loro pistola mentre lui dipingeva.

Van Gogh, comunque desideroso di morire e nel tentativo di proteggere i 2 sapendo bene in quali guai sarebbero incorsi, avrebbe inscenato il tentativo di suicidio.

Questa ipotesi però non trova riscontro in prove sufficientemente convincenti.

A un anno dalle celebrazioni per i 170 anni dalla sua nascita, Roma dedica dunque a Van Gogh una mostra sontuosa offrendo al pubblico della Capitale un fantastico viaggio tra i capolavori del pittore di Zundert.

Informazioni

  • Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia 5 (angolo Via del Corso)
  • Dall’8 ottobre 2022 al 26 marzo 2023

Da venerdì 20 maggio 2022 sarà possibile prenotare il proprio biglietto attraverso l’infoline +39 06-8715111.

Da lunedì 30 maggio invece sarà possibile pre-acquistare i tagliandi su Ticket.it.

Maggiori informazioni su:

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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