Attualità Cultura

#Intervista: Lorenza Fruci, “Roma Capitale della cultura”

#Intervista: Lorenza Fruci, “Roma è ancora la Capitale della cultura”

Preso l’Assessorato alla Crescita Culturale del Comune di Roma alla fine di gennaio 2021, Lorenza Fruci ha avuto il compito di traghettare il mondo della cultura capitolina fuori dalla pandemia, con tutte le difficoltà del caso, riuscendo “a garantire alla città un sostegno alla ripartenza“.

A poche ore dal voto per le Amministrative 2021, l’Assessora del Movimento 5 Stelle traccia un bilancio del suo mandato tra progetti realizzati, sostegno alla riapertura dei cinema e dei teatri, lavoro di squadra con istituzioni e operatori privati.

Senza dimenticare le politiche di genere. Perché nonostante le tante donne presenti in ruoli di vertice, “oggi le leggi che esistono a favore della parità non vanno di pari passo con la loro interiorizzazione da parte della società“.

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Lorenza Fruci

Lorenza, mancano pochi giorni alle amministrative 2021. Come stai? Che sensazioni hai?

Per come intendo il lavoro nell’amministrazione pubblica, di servizio alla cittadinanza e strumento per il bene comune, sono mossa da senso di responsabilità e lavorerò per la città e per il settore che rappresento fino all’ultimo giorno utile.

Assessora alla Crescita Culturale di Roma da fine gennaio. Mi racconti come sono andati questi mesi?

Sono stati dei mesi intensi e impegnativi.

Ho assunto l’incarico in condizioni poco favorevoli, a fine consiliatura e in un momento di piena pandemia con i luoghi della cultura chiusi.

Ma grazie al lavoro di squadra fatto con il mio staff e con gli uffici siamo riusciti a garantire alla città un sostegno alla ripartenza.

Date le condizioni iniziali, ritengo che questi mesi siano andati bene: Roma si è riconfermata Capitale della cultura, grazie all’offerta culturale variegata, diversificata, e soprattutto distribuita su tutti i territori, proposta sia dalle istituzioni che dagli operatori privati.

Rispetto alla tua precedente delega alle politiche di genere di Roma Capitale, le difficoltà sono aumentate/diminuite/rimaste identiche?

Non parlerei di difficoltà, ma piuttosto di azioni differenti, anche se in entrambi gli ambiti le finalità sono le stesse: incidere sulla crescita e sul cambiamento culturale.

Roma Capitale per le pari opportunità in questi anni ha lavorato moltissimo per contrastare la violenza di genere, aprendo strutture antiviolenza e garantendo servizi gratuiti alle donne in situazioni di difficoltà.

Oggi a Roma abbiamo 10 nuovi Centri Antiviolenza (all’inizio del mandato erano 2), 4 case di semiautonomia, una casa rifugio. Qui per avere tutti i riferimenti: https://www.comune.roma.it/web/it/servizi.page?tem=dirittiepariopportunita.

C’è un progetto realizzato in questi mesi di cui vai particolarmente fiera?

L’aver ottenuto il finanziamento dalla Comunità Europea per il progetto “Caput Mundi” all’interno del PNRR.

Un totale di 500 milioni, di cui circa la metà per opere pubbliche e progetti di Roma Capitale che produrranno un indotto economico importante.

Ma anche tanti altri progetti che voglio ricordare: aver riaperto i camminamenti sulle Mura Aureliane, aver riportato il cinema a Piazza Vittorio e il jazz al Celio grazie al bando con OSP gratuito, aver dato una progettualità e un’identità legata all’arte contemporanea a Sala Santa Rita, aver ideato e promosso la rassegna “Roma Visiva” invitando studiosi a valorizzare talenti femminili.

Ma soprattutto aver ideato il bando “Spazi alla Città” che, per la prima volta, ha messo a disposizione degli operatori culturali spazi delle Istituzioni Capitoline.

E poi la mostra di sculture di Erwin Wurm a Via Veneto, rilanciando anche la strada come attrazione per il turismo nazionale e internazionale.

E stiamo ancora lavorando per il sostegno alla riapertura dei cinema e dei teatri.  

E uno invece che secondo te poteva essere migliorato?

Lavorare di più sull’identità culturale di alcuni quadranti della città come Porta Portese (dove prenderà sede La Quadriennale), il Flaminio (mettendo in rete le varie istituzioni culturali presenti sul territorio), l’Eur (dove abbiamo previsto 18 milioni di euro di investimento con il PNRR per il Museo della Civiltà Romana).

Qual è stato il momento più difficile del tuo incarico? 

A fine primavera, quando il Governo temporeggiava nel dare indicazioni sulle riaperture dei luoghi della cultura e per gli spettacoli all’aperto.

Avevamo davanti l’estate e non potevamo autorizzare eventi.

Da quanti anni sei in politica? 

Sono una figura tecnica a disposizione della politica.

Sono in Campidoglio dal 2019 e prima, lavorando nella comunicazione e nella cultura, mi sono sempre occupata di temi sociali, come le pari opportunità, favorendone la sensibilizzazione e la promozione.

Anche questo è un modo di fare politica. 

Le politiche di genere stanno guadagnando sempre più terreno, sia tra l’opinione pubblica che tra i candidati al Comune di Roma. Secondo te a che punto siamo?

C’è tantissimo lavoro da fare, ognuno per le proprie competenze e per il proprio ruolo.

Anche se siamo tante donne in ruoli di vertice, è la mentalità che va cambiata.

Oggi le leggi che esistono a favore della parità non vanno di pari passo con la loro interiorizzazione da parte della società.

L’abbiamo visto durante la pandemia, a subirne maggiormente le conseguenze sono state soprattutto le donne dal punto di vista professionale, immediatamente relegate al ruolo di caregiver.

Nel mondo della cultura romana (ma anche, più in generale, nazionale) c’è un problema di genere?

Fortunatamente oggi le donne sono presenti e rappresentate nel mondo della cultura, non solo romana.

Questo è importante per le nuove generazioni che hanno dei modelli femminili di riferimento ai quali ispirarsi per la loro vita professionale.

Invece sento sia ancora necessario lavorare sull’autorità femminile, per la quale paghiamo un gap di secoli.

Malgrado le nostre competenze, professionalità, sensibilità, capita spesso di scontrarci ancora con il mansplaining, anche in tavoli importanti.

Le donne devono recuperare anni nell’esercizio del potere, la cui matrice è ancora maschile, quando invece “potere” vuol dire essere nella condizione di poter fare.

Virginia Raggi vincerà le elezioni?  

Merita di vincere le elezioni per dare la giusta continuità all’azione politico-amministrativa messa in campo in questi anni.

I programmi degli altri candidati sindaci citano tanti interventi che sono stati già realizzati da questa amministrazione, a dimostrazione di come la stampa abbia sempre omesso di raccontarne l’operato.

E se non dovesse farcela, Lorenza Fruci di cosa vorrebbe occuparsi? 

Vorrei continuare ad occuparmi di cultura, confrontandomi con lo sguardo nuovo acquisito grazie a questa importante esperienza.

Resterò comunque a disposizione della mia città, per non disperdere la mia esperienza e le mie competenze.

Lavoro da sempre con passione, amo impegnarmi, confrontarmi con sfide diverse e raggiungere obiettivi.

Sono motivata, nel lavoro come nella vita, dalla ricerca della continua crescita.

Questo il mio costante faro guida.

Fai un augurio a Roma e ai suoi cittadini

Auguro a Roma di riuscire a esprimere tutto il suo immenso potenziale e ai romani di apprezzarlo, rispettandolo senza mai darlo per scontato.

Molta della grandezza di Roma è data dai suoi cittadini.

Viviamo in un posto unico al mondo. Dovremmo andarne fieri sempre e prendercene cura.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Paolo Gresta)

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