#lammazzacaffè

#Lammazzacaffè: memento mori

#Lammazzacaffè: memento mori

Il MIT (Massachusetts Institute of Technology, ndr) ne ha scoperta un’altra delle sue. Questa volta è davvero irresistibile.

Questa volta si tratta di neuroni non comuni, scoperti per caso, nati nell’ippocampo, che ci permettono di affrontare situazioni nuove lavorando in sincrono per similitudine, per analogie.

Sono loro che codificano i singoli eventi che compongono l’esperienza di ogni particolare vissuto. Secondo questa ricerca, i superneuroni – che ho sempre chiamato memoria – scattano in nostra difesa per non farci trovare impreparati, anche quando la vita non ha niente a che vedere coi ricordi, quando viviamo cose nuove.

Eppure per il nostro cervello è come se rivivessimo sempre le stesse esperienze.

Per questo ci difendiamo attaccando il presente con l’unica arma di cui disponiamo: il passato.

E così tutto diventa storia, niente è nuovo. La scienza ha codificato un messaggio con una ricerca che già qualcuno in passato aveva fatto con la musica e con un testo che grazie a lei, una delle artiste più compiante, brillava più o meno così: Ognuno è un cantastoria, tante facce della memoria, tanto di tutto, tanto di niente.

Forse Gabriella Ferri, l’anima che meglio di tutti ha saputo far cantare il popolo, lo sapeva già.

Dal Bagaglino al Piper, da Luisa De Santis (nel duo Le romanine) a Steve Wonder (nella epocale partecipazione a Sanremo del ’69 con “Se tu ragazzo mio”), dal ruolo di Charlot a quello di cantautrice popolana, la Ferri ci lasciava un’eredità che nessuno, per avarizia o per idiozia, avrebbe fatto mai.

Secondo questa ennesima supplementare ricerca di scienziati americani sul funzionamento del nostro cervello, siamo nient’altro che una serie connessa e malinconica di messaggi triti e ritriti, di storie, di strategie di autodifesa messe in campo per non struggerci, per non affaticarci troppo, sperando di non diventare mai – come diceva lei – “un vecchio ritornello che nessuno canta più”.


L’AUTRICE
Ho scritto 10 romanzi – di cui 2 conclusi e pubblicati -, un corale, un musical, brani, articoli, interviste, pezzi, aforismi, memoranda, lapidari, fiabe e barzellette. Ho vinto qualche premio e ricevuto un po’ di applausi. Poi ho smesso di fumare e ho perso l’appeal, come Vasco da quando non si droga più. Ghost writer di “writers” più famosi. Questo rubrica la dedico a tutti. A tutti quelli che amano l’aroma del caffè mischiato al sapore alcolico dell’inchiostro sul moleskine.
Elisa Mauro

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(© The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Mauro)

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