Cultura

Il Purgatorio esiste. E a Roma c’è un Museo che vi spiega perché

Che ci crediate o no, è esattamente così. Esiste, si trova a Roma e raccoglie documenti e cimeli trovati in giro per l’Europa che comproverebbero l’esistenza del Purgatorio.

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Stiamo parlando del Museo delle Anime del Purgatorio, uno di quei luoghi non troppo conosciuti della Capitale, posto tra l’altro in un punto di estremo traffico di persone (e di automobili) sul Lungotevere Prati, al civico 12. Esattamente dove sorge la Chiesa neogotica del Sacro Cuore del Suffragio, edificata nel 1890 su un terreno acquistato da don Victor Jouët. Fu proprio questo missionario marsigliese a fondare l’Associazione del Sacro Cuore di Gesù per il Suffragio delle Anime del Purgatorio.

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Il Museo, che si trova presso la sagrestia della Chiesa, raccoglie documenti e testimonianze che Jouët trovò durante i suoi viaggi in molti paesi d’Europa, convinto che fossero manifestazioni di persone defunte che, dovendo passare un certo periodo nel regno ultraterreno del Purgatorio allo scopo di purificarsi dai loro peccati, cercavano di attirare l’attenzione dei vivi per chiedere loro preghiere e messe di suffragio, affinché fosse facilitato il loro passaggio in Paradiso.

L’idea gli venne perché il 15 settembre 1897, pochi anni dopo la costruzione della Chiesa, scoppiò un incendio nell’edificio e una piccola cappella dedicata alla Vergine del Rosario fu devastata dalle fiamme. Tra le tracce lasciate dall’incendio dietro l’altare, don Victor Jouët credette di riconoscere l’immagine di un volto umano dall’espressione infelice. La manifestazione lo spinse a credere che l’anima di un defunto in pena e condannata al Purgatorio volesse mettersi in contatto con i vivi.

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Tra i tanti cimeli presenti nel Museo ci sono le impronte infuocate sugli abiti talari e sulla camicia di Isabella Fornari, badessa delle Clarisse di Todi nel 1731; la federa di un cuscino impressa a fuoco dall’anima di una suora morta di tisi nel 1984, apparsa a una consorella per convincerla a pregare per la salvezza della sua anima; la camicia da notte appartenuta a Giuseppe Leleux di Wodecq che reca impressa sulla manica la bruciatura della mano della madre morta nel 1762 (l’evento sovrannaturale sarebbe avvenuto nel 1789); la fotocopia di una banconota da dieci lire, in parte bruciata, che lo spirito di un sacerdote trapassato avrebbe lasciato tra l’agosto e il novembre del 1920 nel monastero di San Leonardo di Montefalco, insieme ad altre ventinove banconote, per convincere i suoi confratelli a farsi dedicare una messa. E molti altri oggetti e documenti.

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Il Museo delle Anime del Purgatorio è aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 11 e dalle 16.30 alle 19.30. L’ingresso è gratuito, con la possibilità di lasciare un’offerta per il Museo.

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